L'INCHIESTA DEL CORRIERE
Manto dissestato, tratti con scarsa visibilità, punti in cui la velocità dei mezzi tende a superare limiti. Mancanza di segnaletica. E di controlli. Soprattutto, le strade in cui si verificano più incidenti. Ecco la mappa regionale delle strade più a rischio e più pericolose: su dati Aci 2023 sono quelle in cui si sono verificati i due terzi dei sinistri avvenuti in Umbria. Per le grandi arterie in testa c’è la E45 (Tiberina ss 003 bis), via Flaminia (56), raccordo autostradale Perugia-Bettolle, centrale umbra, Settevalli, strada umbro casentinese ss 071, Valnerina, Amerina, autostrada del Sole, ss 075 bis del Trasimeno, e ss ter Narni-San Gemini.
Su Perugia città il focus arriva direttamente dal presidente Aci Perugia Ruggero Campi. La lista sarebbe lunga. Ma il focus è su via del Giochetto, via Bartolo, via della Scienza, diverse vie a Ponte Pattoli, Sant'Andrea delle Fratte - e non dicessero che è colpa del Brt - molte traverse non praticabili, via Sicilia, nei pressi della questura, via Annibale vecchi, via Enrico dal pozzo. E poi un capitolo a parte i tombini delle strade asfaltate e quelle dove hanno passato la fibra e non controllato il ripristino, evidenzia Campi.
Ma non finisce qui. C'è via dei Loggi, c'è via Mentana. Per quest'ultima giusto ieri alcuni residenti sono arrivati nella redazione centrale del Corriere dell'Umbria a Perugia per segnalare alcune problematiche: “Le buche, sia sull'asfalto che su alcuni parcheggi adiacenti, l'alta velocità con cui sfrecciano soprattutto moto e motorini, il marciapiede impraticabile, la segnaletica cancellata in alcuni punti”, sottolineano spiegando che hanno segnalato il problema anche al Comune e alla polizia locale senza ottenere però risultati.
Riflettori puntati sul raccordo Terni-Orte, dove di recente un operaio è stato investito mentre stava lavorando, ma anche la E45, la Flaminia per Narni e per Spoleto. Sono alcune delle strade a rischio nel Ternano.
E in città bisogna tenere gli occhi aperti in viale Bramante, dove c'è persino il rischio di incontrare cinghiali, ma anche in viale Trento, già teatro di gravissimi incidenti, o in via Montegrappa.
“I lavori - commenta Marcello Fiaschini, dell'Associazione familiari vittime della strada - devono essere fatti, ma non è possibile che abbiano una durata infinita come accade sul raccordo. E poi c'è il problema della carenza di fondi per le manutenzioni che riguarda soprattutto le Province. Le strade urbane sono le più pericolose. E tra i fattori di rischio ci sono la distrazione e la guida sotto l'effetto di alcol e droghe. Di certo sarebbero auspicabili più controlli e dissuasori”.
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