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PERUGIA

Concorsopoli, la difesa di Bocci: "Non ha mai segnalato nessuno o chiesto prove in anticipo. Va assolto da ogni accusa"

Francesca Marruco

13 Marzo 2026, 08:24

Concorsopoli, la difesa di Bocci: "Non ha mai segnalato nessuno o chiesto prove in anticipo. Va assolto da ogni accusa"

Abbiamo chiesto l’assoluzione di Gianpiero Bocci non solo per l’inesistente reato di associazione per delinquere, come già ha fatto il Procuratore generale, ma anche per gli altri reati di istigazione alla rivelazione del segreto d’ufficio, per i quali invece è stata richiesta la conferma della sentenza del Tribunale”. E’ quanto dichiara l’avvocato David Brunelli, dello Studio legale Pluralia, all’indomani dell’udienza fiume che si è tenuta in Corte d’Appello per il processo concorsopoli. Brunelli, che è intervenuto in difesa dell’ex segretario del Pd dell’Umbria e già Sottosegretario agli Interni, ha aggiunto: “In entrambi i casi la condanna si è basata sulle intercettazioni di conversazioni esclusivamente fra altre persone, che talvolta parlavano a sproposito di Bocci o si trinceravano dietro il suo nome; abbiamo dimostrato che non solo l’ex Sottosegretario agli Interni non ha chiesto che venissero arbitrariamente anticipate le tracce delle prove d’esame, ma neppure ha semplicemente segnalato le due candidate, una delle quali non ha superato la prova. La sentenza del Tribunale è il frutto di suggestioni, travisamento delle prove, non corretta interpretazione delle norme penali e, in una circostanza, valorizza impropriamente un indizio non confermato. Siamo convinti che la Corte d’appello saprà leggere con pazienza e scrupolo i dati probatori sottoposti e che perverrà alla conclusione da noi auspicata”. Brunelli ha inoltre sottolineato per una candidata, le domande vennero consegnate dall’allora dg dell’ospedale “senza che Bocci si fosse mai interessato della sua situazione”. Nell’ambito dell’altra presunta segnalazione invece, il professor Brunelli ha letto delle intercettazioni ambientali che attribuirebbero ad altri la consegna delle tracce delle prime due prove, mentre per la terza, secondo il professore, non si sarebbe proprio concretizzata alcuna rivelazione, considerando che la busta con gli argomenti rimase nell’ufficio dell’imputato, fino al momento successivo alla prova.

Nel corso dell’udienza, oltre alla difesa Bocci - per cui ha discusso anche il professor Alessandro Diddi - si sono tenute anche diverse altre arringhe. Tra i legali che hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti anche gli avvocati Francesco Crisi, Franco Libori, Ilario Taddei e Maria Mezzasoma. Si torna in aula il 15 aprile prossimo e poi, con l’udienza già fissata per la metà di maggio si potrebbe già arrivare a sentenza.

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