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Cronaca

In Umbria aggrediti 281 operatori sanitari nel 2025: numeri in crescita

I dati sono stati forniti nel corso del convegno Curare senza paura

Francesca Marruco

12 Marzo 2026, 17:18

infermiere

Allarme aggressioni in corsia

Sono stati 281 nel 2025 gli operatori sanitari aggrediti - fisicamente e verbalmente - in Umbria. Il dato allarmante, e in crescita, sia rispetto al 2024 che agli anni precedenti, è stato fornito stamani dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, nel corso del suo intervento al convegno Curare senza Paura, organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), dall’Ordine dei medici di Perugia e dalla Regione Umbria, in collaborazione con la Fondazione Onaosi. L’iniziativa si è svolta in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.  In particolare, dei 281 aggrediti, 57 hanno subìto vere e proprie aggressioni fisiche (con un incremento del 33% rispetto all'anno precedente), mentre nel triennio i numeri sono aumentati del 40 %. Particolarmente allarmante che il 66,2 % degli aggrediti è donna

“La Regione Umbria - ha detto la presidente della Regione, Stefania Proietti - è profondamente grata a tutti i professionisti del nostro servizio sanitario regionale – medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, tecnici e personale amministrativo – che ogni giorno entrano nei reparti, nei pronto soccorso, nei consultori e nei servizi territoriali con un’unica missione: prendersi cura delle persone. Lo fanno con competenza, dedizione e senso di responsabilità, spesso in condizioni non facili. Proprio per questo – ha aggiunto - non possiamo accettare che chi cura debba avere paura di andare al lavoro. Anche in Umbria i dati ci dicono che le aggressioni agli operatori sanitari rappresentano una realtà concreta che dobbiamo affrontare con determinazione. Per questo rinnovo l’invito a tutti i professionisti del servizio sanitario regionale: segnalate ogni episodio, anche attraverso i sistemi di report aziendali. Segnalare non è un atto burocratico, è un atto di responsabilità collettiva perché ci permette di conoscere il fenomeno nella sua dimensione reale e di rispondere con misure concrete. La Regione è impegnata a rafforzare prevenzione, formazione e misure di sicurezza – ha precisato la presidente - e le proposte elaborate insieme alla Consulta delle professioni sanitarie saranno integrate nel nuovo Piano sociosanitario regionale. Proteggere chi cura è un dovere morale prima ancora che istituzionale – ha detto in conclusione Stefania Proietti - La sanità è un bene comune e difendere chi ogni giorno lavora per la salute dei cittadini significa difendere la qualità e la dignità del nostro sistema sanitario”.

Anche la direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, è intervenuta all’apertura del convegno: “Questa giornata rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del calendario regionale in materia di sicurezza delle cure – ha dichiarato - Come direzione lavoriamo tutto l’anno perché il monitoraggio degli episodi di aggressione non sia solo un adempimento formale, ma uno strumento reale di programmazione. I dati che presentiamo oggi – ha sottolineato Daniela Donetti - ci dicono che il fenomeno richiede risposte strutturali: più formazione per gli operatori, ambienti fisici più sicuri, procedure condivise e una cultura organizzativa che metta al centro la protezione di chi lavora nella sanità. Il documento di impegno regionale, elaborato insieme alla Consulta delle professioni sanitarie, è il frutto di questo metodo di lavoro condiviso e traccia la strada per i prossimi anni”.  Il convegno si è concluso con la presentazione del manifesto Fnomceo “Medici e pace” e la consegna delle targhe di riconoscimento ai rappresentanti di Emergency, Medici senza frontiere Italia e Medici con l’Africa Cuamm.

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