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PERUGIA

Truffa delle maghe, inchiesta chiusa. Dodici persone responsabili di associazione a delinquere: spillati centinaia di migliaia di euro

Contestati nuovi episodi dopo la denuncia di altre vittime che avevano versato soldi

Francesca Marruco

11 Marzo 2026, 11:00

Truffa delle maghe, inchiesta chiusa. Dodici persone responsabili di associazione a delinquere: spillati centinaia di migliaia di euro

Ci sono nuove vittime e nuove contestazioni nell’avviso di conclusione delle indagini recapitato nei giorni scorsi alla procura alle 12 persone accusate di aver messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata a una serie di truffe con la cartomanzia.

L’inchiesta - coordinata dalla pm Gemma Miliani - aveva inizialmente portato a quattro ordinanze di custodia cautelare e un sequestro per 5 milioni e 500 mila euro.

Secondo l’accusa i 12 indagati avrebbero “indotto nelle persone offese la convinzione che gravi pericoli gravino su di essi e che particolari ostacoli si frappongano alla loro realizzazione personale, situazioni queste che possono essere scongiurate solo con rituali asseritamente praticati dagli stessi indagati, procurandosi l’ingiusto profitto delle somme elargite”.

Stando a quanto emerso nel corso delle indagini - portate avanti dai carabinieri e dalla Guardia di finanza dei comandi provinciali di Perugia, tra le vittime, c’è chi nel corso del tempo aveva versato 205 mila euro, chi si era venduto l’appartamento per saldare i conti (165 mila euro) con i cartomanti, chi aveva pagato 123 mila euro, chi 83 mila. In diversi avevano versato 60 mila euro, o 30 mila. Innumerevoli quelli che si sono fermati a somme comprese entro i 25 mila.

Per l’accusa, le cartomanti avrebbero in qualche modo “adescato” le loro vittime prospettando loro l’esistenza di “energie negative” e la necessità di rimuoverle, con diverse modalità, accomunate da un contatto più stretto e via cellulare, nella maggior parte dei casi, via Whatsapp. Quasi sempre i clienti non conoscevano nemmeno i nomi reali dei sedicenti cartomanti che avevano tutti “nomi d’arte”: Ambra, Cristina, Cristal, Asia, Ginevra, Sharon, Idra, Zeus sono solo alcuni. Prospettavano - secondo la ricostruzione dell’accusa - a tutti più o meno sempre le stesse problematiche: il malocchio fatto da qualche parente o conoscente invidioso o cattivo, energia negativa la cui origine era non meglio specificata, blocchi - la cui natura era ignota - che impedivano alle persone di veder coronati i loro sogni d’amore, nodi - spesso causati da altri - che rendevano difficoltosi l’avverarsi dei desideri.

Per ogni “problematica” prospettata, legata a seconda delle necessità al mancato ritorno di un amore, o alla mancata “conquista” di un altro, la soluzione, con un ventaglio ampio di sfumature che andavano dalle procedure di purificazione con delle candele ai viaggi in Africa per fare dei riti con delle maghe locali, era sempre la stessa: versare un fiume di soldi.

Una cliente che poi ha sporto denuncia ha raccontato di avere sborsato migliaia di euro per pagare il viaggio in Africa a Ginevra: le aveva detto che sarebbe andata a pregare in un luogo specifico, insieme a una cartomante brasiliana e a un’altra spagnola e insieme avrebbero sotterrato delle ampolle contenenti i blocchi.

C’erano poi riti magici da fare in determinati momenti, come le procedure da fare solo di notte e solo durante le notti di luna piena. Molto spesso in queste “procedure di purificazione” venivano usate quelle che gli indagati chiamavano “le candele del destino”.

Andavano bruciate, e a seconda di quanto impiegavano, veniva calcolata una tariffa.

Le intercettazioni avevano fatto emergere anche una vera e propria strategia per truffare le vittime: in un caso, una delle indagate, al telefono diceva: “Quell’affare della cometa del diavolo me so inventata che vanno in lavorazione tutti e vanno protetti tutti i lavori perché la cometa del diavolo rafforza il negativo e distrugge il positivo, quindi devono fare un inverter, giovedì ce la studiamo”. A un cliente aveva proposto “un lavoro che va fatto per forza per il passaggio della cometa del diavolo”.

Se non si fa - gli diceva - la protezione e la schermatura fatte fino adesso si potrebbero inquinare. Si potrebbe rovinare anche tutto il lavoro fatto su di lei (la donna di cui era innamorato, ndr)”.

Gli diceva che “per dare il colpo di grazia deve pagare 4.700 euro” e che era anche un buon prezzo, altrimenti sarebbe stato 12 mila. “Va messo uno scudo particolare - diceva - contro questa cometa del diavolo, perché va a distruggere tutto il positivo”.

Per gli indagati - assistiti dagli avvocati Francesco Falcinelli, Franco Libori, Antonio Cozza, Diego Ruggeri e Simone Costanzi - adesso sarà possibile chiedere un interrogatorio, in attesa della richiesta di rinvio a giudizio della procura.

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