Cronaca
L'ex latitante Ilir Paja
Negli anni della sua latitanza si era guadagnato il soprannome di Ufo, per le sue fughe - per meglio dire evasioni da diverse prigioni - rocambolesche da penitenziari di mezza Italia. Perugia Capanne - appena inaugurata - compresa.
Era l’11 giugno 2006 e grazie a una lunga corda creata con delle lenzuola, Ufo, al secolo Ilir Paja - condannato per omicidi in Italia e Germania, stupri e molto altro e noto per la sua violenza estrema - era evaso dal carcere di Capanne. Gli agenti della squadra mobile di Perugia l’avevano inseguito e rintracciato poco dopo a Milano. L’avevano rimesso in cella. Ma era durata poco: nel 2007 molto movimentata fu la sua fuga da un’ambulanza con cui veniva trasferito da un carcere ad un altro, in un’area di servizio dell’autostrada A1 quando simulò un malore per far avvicinare il capo scorta alla barella su cui era legato, e dopo averlo preso a testate riuscì a sfondare la porta dell’ambulanza e sparire nei boschi limitrofi nonostante corresse a piedi nudi e con un braccio fratturato. L’anno successivo era stato arrestato a Tirana una prima volta al termine di un inseguimento molto movimentato in cui aveva anche ferito un agente di polizia.
Successivamente era riuscito a scappare fino al 2022 quando venne arrestato definitivamente in Albania a Tirana al termine dell’operazione che, proprio per la sua indole violenta e le sue trovate sempre nuove per sottrarsi alla giustizia, era stata denominata “Dangerous”, ovvero pericolo. Portato in cella con una pena da scontare di oltre 24 anni per omicidi commessi sia in Italia che in Germania, è stato scarcerato la scorsa settimana e posto in regime di arresti domiciliari. Secondo i quotidiani albanesi, i giudici che hanno rivalutato la sua condizione, non avrebbero ricevuto nei tempi indicati la documentazione richiesta all’Italia per la valutazione del caso e gli hanno concesso i domiciliari.
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