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Cronaca

Schianto sulla Flaminia dopo l'inseguimento: un complice per continuare la fuga

L’arrestato davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere

05 Marzo 2026, 15:15

Schianto sulla Flaminia dopo l'inseguimento: un complice per continuare la fuga

Ha fatto scena muta davanti al giudice, l’unico bandito arrestato lunedì sera a Eggi di Spoleto sulla Flaminia dopo un inseguimento iniziato nelle Marche e terminato con un incidente. Il 39enne cileno si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere e non ha quindi fornito alcuna indicazione utile agli inquirenti per identificare i due o tre complici, che dopo lo schianto a Eggi sono riusciti a scappare tra i campi, facendo perdere le proprie tracce. Il silenzio dell’unico arrestato complica ulteriormente il lavoro degli investigatori, a indagare sul caso è il commissariato di Foligno, che stanno anche vagliando alcune registrazioni di videosorveglianza della zona tra Eggi e Fabbreria (Spoleto) per verificare se dalle immagini possano arrivare elementi da approfondire nel tentativo di dare un nome e un volto ai complici del 39enne. I due o tre banditi in fuga a piedi sotto la pioggia, questa infatti l’ipotesi prevalente, potrebbero essere riusciti ad allontanarsi dalle campagne a Nord di Spoleto con l’aiuto di un’altra persona arrivata in zona alla guida di un veicolo “pulito” con cui poi tutti insieme potrebbero essersi allontanati dalle zone di ricerca, peraltro agevolmente considerando che i malviventi non risultano identificati.
A carico dell’unico bandito arrestato sulla Flaminia dagli uomini del commissariato di Foligno, intervenuti per supportare i carabinieri della Compagnia di Camerino impegnati nell’inseguimento di oltre 50 km, il sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno procede per rapina impropria aggravata dall’uso del coltello e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Per il 39enne cileno senza fissa dimora il pm in sede di udienza di convalida ha quindi chiesto la misura cautelare più pesante, quella del carcere, dove è recluso già da martedì. Tuttavia, il provvedimento del giudice fino al tardo pomeriggio di ieri non risultava depositato e, anche se la convalida dell’arresto appare scontata, non è escluso che venga dichiarata l’incompetenza territoriale di Spoleto.
La vicenda, infatti, è iniziata a Matelica (Macerata) dove la banda ha forzato la finestra di un’abitazione e una volta dentro ha rastrellato circa 2 mila euro in monili d’oro. Il furto è sfociato in rapina impropria quando in casa è rientrato il proprietario e uno dei malviventi ha estratto un coltello per guadagnarsi la fuga.
Immediatamente la vittima ha dato l’allarme ai carabinieri che con una gazzella della Compagnia di Camerino hanno intercettato la Renault Clio della banda tra Matelica e Serravalle e gli hanno invano intimato l’alt.
Ne è quindi scaturito l’inseguimento di oltre 50 chilometri, durante il quale i malviventi hanno anche gettato dall’auto in corsa il bottino della rapina impropria, poi recuperato. L’inseguimento si è dipanato dalle Marche all’Umbria, lungo la statale 77 Foligno-Civitanova e poi sulla Flaminia, dove alle porte di Spoleto è avvenuto il contatto tra la gazzella dell’Arma e la Renault Clio dei banditi, che sono poi carambolati contro l’Audi su cui viaggiava una donna.
Due o tre banditi sono fuggiti, il 39enne è stato preso dagli uomini del commissariato, uno dei quali per arrestare il cileno ha anche riportato lesioni lievi al pari della donna incidentalmente coinvolta nello schianto e dei due carabinieri marchigiani.

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