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Caos e devastazione al carcere di Sabbione. La presidente Proietti: "Basta trasferimenti"

Il summit a Sabbione e la telefonata della presidente al provveditore

Antonella Lunetti

24 Febbraio 2026, 10:52

Caos e devastazione al carcere di Sabbione. La presidente Proietti: "Basta trasferimenti"

Tutto ha avuto inizio nella sezione Prima, reparto di media sicurezza, quando due detenuti di origine italiana - dei quali uno noto per essere un campione di MMA (una tecnica di combattimento), giunto a Terni dal carcere di Pisa il giorno di San Valentino - hanno preteso di spostarsi in un’altra sezione. “Furia distruttiva e devastazione - come ha riferito il Sappe -”. Hanno divelto e staccato brande e termosifoni dalle pareti, sfondato i vetri nel corridoio della sezione e quelli del blindato del box agenti, e strappato le plafoniere. Un bilancio miracolosamente senza feriti tra la polizia penitenziaria. Sul posto, a constatare di persona l’incredibile scenario, è arrivato il provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per l'Umbria e le Marche, Liberato Guerriero, che ieri è stato anche raggiunto da una telefonata della presidente della Regione Stefania Proietti per esaminare la delicata situazione. La presidente ha chiesto conto dei fatti e sottolineato al provveditore come l’emergenza più impellente riguardi il sovraffollamento. A Terni infatti risultano attualmente ospitati quasi 600 detenuti quando la capienza ne prevede 425, e alcuni servizi come l’area sanitaria e sociale sono in grandissimo affanno con il rischio concreto di non poter garantire i servizi alla popolazione carceraria. Critiche anche le condizioni di lavoro per gli agenti penitenziari che non riescono a fronteggiare un clima di notevole tensione. L’assessore Fabio Barcaioli si è già incontrato con il provveditore per parlare delle criticità, dal sovraffollamento alla sicurezza, e nei prossimi giorni è previsto un altro incontro per esaminare possibili soluzioni.

E ieri si è svolto anche un summit a Sabbione tra il Garante per i detenuti Giuseppe Caforio, il direttore Valerio Pappalardo, il comandante della struttura Vanda Falconi e il provveditore. “La situazione – ha riferito la presidente Proietti – è veramente critica. L’Umbria, che per tanti anni ha ricevuto troppi trasferimenti dalla regione Toscana, ora non può essere adibita a carcere d’Italia dove vengono trasferiti detenuti da tutte le altre regioni, anche perché il sistema carcerario umbro soffre di sovraffollamento e problemi da troppi anni e il rischio di disordini e violenze è all’ordine del giorno. Abbiamo il dovere di pretendere provvedimenti rapidi per far tornare all’interno delle carceri umbre le basilari condizioni di vivibilità e sicurezza sia per gli ospiti che per chi ci lavora. Siamo la prima amministrazione regionale ha ripristinato e finanzia progetti di inclusione sociale e lavorativa a favore delle persone in detenzione, per la giustizia riparativa e per la prevenzione delle recidive. Chiediamo al Governo di arginare i continui trasferimenti verso un sistema già allo stremo.”

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