Cronaca
Potrebbe essere fissata a breve la data del giudizio d’appello, di fronte alla Corte di Perugia, del processo che ha visto condannati per violenza sessuale due giovani di nazionalità egiziana che, al tempo dei fatti datati 18 giugno 2022, avevano 17 e 16 anni di età. Vittima degli abusi, avvenuti a Ferentillo, una ragazza ternana al tempo 15enne. I due, ospiti di una comunità del borgo della Valnerina, erano stati arrestati dai carabinieri pochi giorni dopo l’accaduto, a seguito delle indagini coordinate dal procuratore presso il tribunale per i minorenni di Perugia, Flaminio Monteleone. In primo grado, di fronte al tribunale per i minorenni di Perugia, i due giovani sono stati condannati entrambi a tre anni di reclusione, a fronte di una richiesta – tenendo conto del rito abbreviato – di sei anni da parte dell’accusa. Sentenza che aveva visto il riconoscimento di alcune attenuanti.
La vicenda aveva destato sconcerto nella comunità della Valnerina, e non solo, in ragione del fatto che la vittima, poco più che adolescente, aveva denunciato di essere stata condotta con la forza da uno dei due, che conosceva già, lungo le sponde del fiume Nera nei pressi di un ponte. E lì violentata a turno, prima dal 16enne e poi dal 17enne, chiamato dall’amico al telefono. La denuncia era stata formalizzata il giorno seguente, con la ragazza – al pari dei suoi familiari – profondamente scossa dalla terribile, e per molti versi raccapricciante, vicenda. Un passo a cui avevano fatto seguito le indagini condotte con la massima delicatezza dalla procura minorile e dall’Arma dei carabinieri, basate su riscontri testimoniali ma anche perizie di carattere medico e analisi biologiche. I due imputati, difesi dagli avvocati Enrico e Lorenzo De Luca, torneranno in aula prossimamente, a seguito dell’impugnazione della sentenza di primo grado.
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