perugia
Nei prossimi giorni tutte e tre gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul - falso - allarme fentanyl potranno chiedere di essere sentiti dai magistrati. Come previsto per legge, hanno venti giorni di tempo per chiederlo. In particolare, la coordinatrice della cooperativa Borgorete potrà chiederlo anche per poter fornire la sua versione, considerando che non è mai stata interrogata nel corso delle indagini. Lo ha specificato anche il procuratore, Raffaele Cantone, nella nota ufficiale, in cui ha chiarito che, al contrario dell’indagata, i due operatori avrebbero “già parzialmente ammesso” quello che gli viene contestato.
Ovvero di non aver fornito agli inquirenti, anche se erano informazioni in loro possesso, tutti i dati necessari e utili a individuare la tossicodipendente che nell’aprile del 2024 aveva consegnato una dose all’unità di strada della cooperativa Borgorete. Secondo la loro ricostruzione lo avrebbero fatto a tutela dell’assuntrice, anche se quelle informazioni, in quel momento, sarebbero state molto utili alla squadra mobile che stava indagando proprio per individuarla e capire se realmente, tra gli spacciatori di Perugia, circolasse il fentanyl.
Per questo la procura li accusa di favoreggiamento, per avere ostacolato le indagini. Lo avrebbero fatto, sempre in ottica accusatoria, anche producendo alla polizia una scheda fittizia: in quella consegnata in questura si affermava che erano stati fatti i narcotest, mentre in quella vera - poi ritrovata c’era scritto il contrario. Ad ogni modo quella dose venne analizzata dal laboratorio dell’Unipg deputato e venne effettivamente trovato del fentanyl, anche se in quantità “strane”, troppo “matematiche”.
Dopo quella dose, per fortuna, in nessun’altra venne mai trovata la potentissima e letale sostanza da taglio: la mobile di Perugia insieme allo Sco avevano indagato per mesi nelle piazze di spaccio e nel dark web e non avevano trovato nulla. Ma erano riusciti a rintracciare la tossicodipendente che aveva dato una versione molto diversa: nessun effetto troppo, forte, l’esatto contrario. Ecco quindi che resta l’interrogativo di fondo, come ci è finito quel fentanyl nella dose di eroina?
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