CRONACA
Era il 9 dicembre del 2023 e i due albanesi complici di Coresi - entrambi al momento latitanti e destinatari di ordinanze di custodia cautelare in carcere - si trovavano a Foligno a bordo di una delle auto in cui i militari della guardia di finanza avevano piazzato le cimici. “Vuoi vedere il garage dove hanno beccato Bledi?” diceva uno dei due all’altro.
Si riferiva al fatto che il presunto capo dell’associazione a delinquere - pure lui attualmente latitante e destinatario di misura cautelare in cella - nel 2022 venne arrestato dai carabinieri a Foligno. Lo avevano seguito da Arezzo e avevano trovato quel garage in cui nascondeva 17 chili di cocaina. Dopo quell’arresto venne condannato a poco più di tre anni ed espulso in Albania. A tenere le fila però tra lui e i sodali a Foligno, ci avrebbe pensato la moglie - per cui il pm Gennaro Iannarone, dopo aver in un primo momento chiesto il carcere, ha acconsentito ai domiciliari perché madre di bambini piccoli - che viene indicata come “cassiera” della banda.
A cui inoltre, secondo la ricostruzione della procura, avrebbero intestato fittiziamente un immobile a Spello. Sempre lei avrebbe detenuto, come un altro connazionale, alcune quote della società che gestiva il locale notturno e la pizzeria in cui nel 2025 i finanzieri hanno trovato 65 chili di cocaina nascosta in un controsoffitto.
Quei locali, del resto, secondo l’accusa, altro non erano che modi per riciclare il denaro sporco della droga, o comunque una copertura. Lo diceva pure uno dei tre latitanti, “sto in giro la dentro, qualche volta sto alla cassa”. Sempre lui, per dare un’idea della caratura dei personaggi con cui aveva a che fare, in un’altra intercettazione aveva detto: “Rei è stato arrestato a Barcellona con 200 chili di hashish e due pistole”. Deve rispondere anche di detenzione di armi da fuoco. Secondo Coresi a casa sua, una sera “ci stavano 10 persone con la pistola”. E lui stesso, parlando con un connazionale, aveva detto: “A casa ho tre ferri, uno lo darò a un mio amico trafficante, l’altro l’ho modificata, ho provato a spararci una volta, faceva un rumore spaventoso, precisissima. Ho anche la baionetta, ma non l’ho mai aperta, ora però devo prendere 100 pallottole”.
Tutte affermazioni che, se verrà arrestato, potrà forse spiegare agli inquirenti. Intanto stamattina, davanti al gip Margherita Amodeo che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, compariranno i quattro arrestati, assistiti dagli avvocati Daniela Paccoi, Guido Rondoni e Vincenzo Bochicchio.
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