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Delitto Postiglione, perizia psichiatrica per l’imputato: il tribunale per i minori ha disposto l’accertamento sul 18enne

13 Febbraio 2026, 11:04

Delitto Postiglione, perizia psichiatrica per l’imputato: il tribunale per i minori ha disposto l’accertamento sul 18enne

Ha 90 giorni di tempo la psichiatra modenese Matilde Forghieri per consegnare la perizia sul giovane imputato per l’omicidio di Salvatore Postiglione, a cui viene contestata anche l’aggravante della premeditazione per il delitto del 7 novembre 2024.

La professionista emiliana dovrà quindi stabilire se al momento del delitto il ragazzo, oggi 18enne, fosse capace di intendere e di volere. Dalla dottoressa Forghieri, poi, il collegio penale del tribunale per i minori di Perugia (unico togato Giuseppina Arcella) vuole anche sapere se l’imputato può partecipare coscientemente al processo e se è socialmente pericoloso. Questo è emerso all’esito dell’udienza ieri mattina del processo abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica chiesto e ottenuto dai difensori del ragazzo, gli avvocati Ilario Taddei e Samuele Ferocino, che seguiranno le operazioni peritali con un proprio consulente, lo psichiatra Massimo Marchi di Firenze. “Attendiamo l’esito della perizia per ogni valutazione”, ha detto Taddei dopo l’udienza, aggiungendo: “Riteniamo che questo passaggio, da noi promosso e sposato dal tribunale, sia assolutamente indispensabile”. Nel corso dell’udienza, inoltre, sono stati anche prorogati i termini della custodia cautelare a cui è naturalmente sottoposto l’imputato, tuttora ristretto nell’Ipm di Firenze.

All’udienza di ieri ha partecipato anche l’avvocato della famiglia Postiglione, Alberto Onori: “Per noi - ha detto uscendo dal tribunale - il ragazzo aveva e ha piena capacità intellettiva. La moglie di Postiglione - ha proseguito - era al corrente delle difficoltà che l'imputato aveva in cantiere le stesse che gli sono costate il licenziamento, che noi riteniamo abbia addebitato a Postiglione”. L’imputato, invece, ha indicato come movente del delitto una serie di attenzioni non richieste che il capomastro 56enne avrebbe avuto nei suoi confronti.

In aula, comunque, si tornerà tra tre mesi per conoscere le sorti del processo a carico del giovane, a cui gli inquirenti sono riusciti a risalire visionando le registrazioni di videosorveglianza di Foligno. A casa del ragazzo, che all’epoca era minorenne, gli investigatori hanno recuperato un paio di scarpe sporche di sangue e anche i vestiti che aveva addosso la mattina del delitto. Sottoposto a fermo e portato all’Ipm di Firenze, il ragazzo soltanto un mese e mezzo dopo è stato interrogato, perché prima le sue condizioni psichiche non lo avrebbero permesso, e in quella sede ha poi confessato di aver ucciso a coltellate Postiglione.

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