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Truffa "vota ballerina", l’allarme della Polizia Postale: segnalazioni anche in Umbria

Il meccanismo della truffa "vota ballerina" è semplice e insidioso. Il link contenuto nel messaggio rimanda a una pagina che chiede di inserire il proprio numero di telefono e un codice ricevuto via SMS. È proprio quel codice, in realtà, la chiave per consentire ai truffatori di prendere il controllo dell’account WhatsApp

Annalisa Ercolani

11 Febbraio 2026, 08:24

Truffa "vota la ballerina", l’allarme della Polizia Postale: segnalazioni anche in Umbria

Sta circolando anche in Umbria la truffa del messaggio WhatsApp che invita a votare una presunta bambina impegnata in un concorso di danza. Un testo all’apparenza innocuo, spesso accompagnato da una foto e da un link, che in realtà è il primo passo per sottrarre l’account alla vittima.

A lanciare l’allarme è la Polizia Postale, che segnala un aumento dei casi a livello nazionale e invita alla massima prudenza. Il meccanismo della truffa "vota ballerina" è semplice e insidioso. Il link contenuto nel messaggio rimanda a una pagina che chiede di inserire il proprio numero di telefono e un codice ricevuto via SMS. È proprio quel codice, in realtà, la chiave per consentire ai truffatori di prendere il controllo dell’account WhatsApp.

Una volta entrati, i criminali informatici si muovono rapidamente: contattano familiari e amici della vittima fingendo emergenze, richieste urgenti di denaro o situazioni di difficoltà. Nel frattempo il legittimo proprietario perde l’accesso al proprio profilo e non riesce ad avvisare i contatti del raggiro in corso. Si tratta di uno schema già visto in passato, ma che continua a mietere vittime proprio perché sfrutta la fiducia tra persone che si conoscono. Quando un messaggio arriva da un amico o da un parente, si tende ad abbassare la guardia. Ed è qui che i truffatori colpiscono.

Il tema sarà al centro della quinta edizione della Conferenza Internazionale CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. L’appuntamento è in programma a Roma il 4 e 5 marzo 2026, alla Scuola Superiore di Polizia. La Polizia Postale invita a mantenere alta l’attenzione: non bisogna aprire link ricevuti via WhatsApp, anche se sembrano provenire da contatti fidati, quando chiedono di votare, verificare dati o accedere a siti sconosciuti.

È fondamentale non inserire il proprio numero di telefono né i codici ricevuti via SMS su pagine che non appartengono a servizi ufficiali. Se l’app si disconnette improvvisamente o compare un avviso di cambio numero o dispositivo, non si deve confermare nulla ma avviare subito la procedura di recupero dell’account. In caso di sospetta compromissione è necessario avvisare immediatamente familiari e amici, attivare l’autenticazione a due fattori e segnalare l’episodio al Commissariato di P.S. Online seguendo le indicazioni per il ripristino. La regola, in fondo, resta quella di sempre: fermarsi un attimo prima di cliccare. Perché dietro una richiesta che sembra banale può nascondersi una truffa capace di mettere in difficoltà intere famiglie.

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