foligno
Una chat che vibra sul telefono, un messaggio che corre veloce da una vetrina all’altra. Un’allerta lanciata in tempo reale. Non è un social qualunque, ma uno strumento condiviso di attenzione e responsabilità. Una rete spontanea di collaborazione tra esercenti che, nel cuore di Foligno, è diventata un presidio quotidiano del territorio. I commercianti del centro storico hanno deciso di fare squadra creando un gruppo WhatsApp per segnalare iniziative e condividere informazioni utili. All’inizio era solo uno strumento pratico, quasi informale, per scambiarsi comunicazioni di servizio. Poche informazioni essenziali, avvisi rapidi, nulla di più. Poi, giorno dopo giorno, qualcosa cambia. Accanto ai messaggi organizzativi iniziano ad arrivare anche le prime segnalazioni: persone che si aggirano con fare sospetto, movimenti insoliti, situazioni da tenere d’occhio.
Ogni segnalazione individuale diventa attenzione collettiva. L’idea nasce da quattro commercianti del centro storico – Nicoletta Cavadenti, Nicola Belillo, Monica Albanesi e Cristiana Sebastiani – che decidono di aprire il gruppo per restare in contatto. La rete cresce in fretta: a mano a mano che i giorni passano, sempre più esercenti chiedono di entrare nella chat. Oggi sono quasi 120 i commercianti coinvolti, un piccolo esercito silenzioso che ogni giorno si scambia oltre cinquanta comunicazioni tra messaggi scritti e vocali. Un flusso costante di informazioni che rafforza il senso di comunità e di vigilanza condivisa.
“È un modo per sentirci meno soli – racconta Fiorella, titolare di un negozio di calzature in piazza della Repubblica –. La regola è chiara: queste chat devono rimanere private e non vanno mai usate per diffamare o insultare. Sono simili ai gruppi di controllo del vicinato e servono a cooperare con le forze dell’ordine, non a sostituirle”. Le situazioni finite nel circuito della chat non mancano. “Un giorno si è avvicinato un giovane che ha tentato di strappare dalla vetrina un oggetto – racconta Anna –. Me ne sono accorta subito, ho iniziato a urlare ed è fuggito”. La comunicazione è stata immediata: “Ho scritto in chat descrivendo l’abbigliamento dell’uomo e tutti si sono allertati. Poi la segnalazione alle forze dell’ordine”. Pochi minuti che bastano a trasformare un episodio isolato in una risposta condivisa.
Un altro episodio recente riguarda piazza Piermarini, ormai ribattezzata il “muro del bacio”, grazie all’allestimento di buon gusto dominato da cuori rossi per San Valentino. Qui qualcuno ha rubato un grande cuore collocato all’esterno, in alto, e qualcun altro ha tentato di strappare anche la gigantesca lettera “E” che componeva la scritta “Amore”. Ma anche in questo caso la reazione è stata immediata: una commerciante si è accorta di quanto stava accadendo, ha rincorso il malintenzionato costringendolo ad abbandonare il maltolto. “Non facciamo gli sceriffi – spiega Marco, che gestisce un bar a pochi passi dal Duomo – ma se vediamo qualcosa che non va lo segnaliamo subito. A volte basta questo per far desistere chi ha cattive intenzioni”. Accanto alle segnalazioni, la chat resta anche uno spazio di condivisione positiva: eventi, iniziative comuni, informazioni utili per chi lavora ogni giorno tra le strade del centro. Un uso consapevole della tecnologia che dimostra come la sicurezza possa nascere anche dal basso. Dietro ogni messaggio non c’è solo uno smartphone, ma una comunità che ha scelto di restare vigile, unita e presente. Con discrezione, ma senza abbassare la guardia.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy