Magione
Moise Bama è morto per un gravissimo trauma cranico emorragico. Emerge dall’autopsia eseguita ieri dal medico legale Anna Maria Verdelli e dalla tossicologa Paola Melai, a cui ha partecipato anche il dottor Sergio Scalise Pantuso, nominato come perito di parte dalla difesa dell’ex poliziotto di Magione indagato per omicidio stradale, omissione di soccorso e simulazione di reato.
L’uomo, infatti, è ritenuto il pirata che ha falciato lungo il raccordo all’altezza di Torricella lasciandolo agonizzante a terra il 46enne originario del Camerun, da vent’anni in Italia e residente a Chianciano Terme. E sempre ieri, l’avvocato della famiglia Anna Russo ha incontrato i parenti della vittima: Moise aveva una sorella in Italia, una nipote in Francia a cui era molto legato, due fratelli che vivono in Camerun, dove abita anche il figlio classe 2010.
“La famiglia è distrutta soprattutto in seguito a quanto emerso: che un ex poliziotto avrebbe simulato il furto dell’auto - ha detto Russo - li ha scossi profondamente. È una cosa terribile che denota un comportamento non consono per il lavoro che quest’uomo ha svolto per tutta la vita”. I familiari ora sono in attesa del nulla osta per i funerali, che si terranno a Chianciano Terme dove Moise Bama era molto amato dalla comunità (era volontario della Croce Verde e impegnato anche con la squadra di calcio come guardalinee). Dopo il rito in Italia, la salma verrà portata in Camerun.
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