PERUGIA
Le ha rotto il naso sbattendole ripetutamente la testa contro il muro. Le ha rotto un dente con un pugno in faccia. L’ha presa a schiaffi, l’ha insultata e minacciata. Tutto perché lei voleva lasciarlo.
A febbraio, rientrando ubriaco a casa, l’aveva aggredita prendendola per i capelli e sbattendola al muro, poi le aveva anche strappato la borsa e aveva rotto il suo telefono cellulare.
In precedenza, in almeno tre occasioni, l’aveva aggredita offendendola prendendola a schiaffi in faccia per motivi di gelosia e poi, quando a maggio, la donna stava materialmente andando via di casa, le aveva urlato contro, aveva preso tutti i suoi abiti buttandoli a terra.
Quella volta i vicini di casa avevano sentito le urla e chiamato i carabinieri di Ponte San Giovanni, ma nonostante l’arrivo delle forze dell’ordine, il 38enne non apriva loro la porta e impediva alla donna di uscire.
In occasione delle due aggressioni fisiche più pesanti, la donna aveva riportato 21 giorni di prognosi in un caso e 15 in un altro.
Nelle scorse settimane, al 38enne di origine sudamericana - per cui lo scorso anno il gip aveva disposto il divieto di avvicinamento alla ex compagna - è stato inviato l’avviso di conclusione delle indagini, anticamera per la richiesta di rinvio a giudizio e fissazione dell’udienza preliminare.
Nel corso delle indagini, effettuate dai carabinieri coordinati dalla pm Maria Chiara Vedovato, alcuni vicini di casa avevano testimoniato di avere sentito la donna più volte chiedere aiuto anche di notte.
Anche in un’altra occasione, erano state terze persone ad aiutarla, lo aveva raccontato lei stessa ai carabinieri: “Il mio ex fidanzato diventava molto aggressivo quando beveva alcolici. E quella sera aveva bevuto parecchio, per questo io mi ero nascosta mentre, dal centro storico raggiungevamo un locale nella zona di Fontivegge. Mi cercava e urlava e poi quando mi aveva trovata, mi aveva aggredito e dopo avermi rotto il naso sbattendomi la testa contro il muro, mi ha pure rubato la borsa. Quella notte ero stata ospite di una coppia che mi aveva dato aiuto”.
Il giorno dopo poi era andata a casa a prendere i suoi vestiti, decisa ad andarsene e lui - che nel procedimento è assistito dall’avvocato Vincenzo Bochicchio - le aveva impedito di uscire e di far entrare i carabinieri. Nelle prossime settimane la richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione dell’udienza preliminare.
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