MAGIONE
Dopo il ritiro cautelativo delle armi regolarmente detenute, giovedì mattina, ieri l’ex poliziotto 70enne - indagato per omicidio stradale perché ritenuto il pirata che ha falciato Moise Bama lungo il raccordo lasciandolo agonizzante a terra - ha anche consegnato ai suoi ex colleghi il porto d’armi. Intanto, in attesa dell’autopsia fissata lunedì, l’avvocato dell’indagato, Marco Piazzai, ha depositato una richiesta di riesame per chiedere il dissequestro dell’automobile dell’ex agente, per tanto tempo in servizio in questura, in pensione da oltre un decennio. E’ proprio l’auto dell’ex poliziotto al centro di quello che per la procura è un tentativo di depistaggio: ai carabinieri che martedì notte sono andati a casa sua infatti ha raccontato che la Dacia gli era stata rubata e che quindi non poteva sapere cosa potesse essere accaduto. Aveva detto di non averla trovata al ritorno da una visita a Passignano. L’auto del resto è stata rinvenuta a Magione nel parcheggio di un supermercato: per gli inquirenti è stato lui a portarla lì, dopo aver investito Moise, inscenando un furto, lasciando chiavi nell’abitacolo e sportello aperto. A testimoniarlo ci sono anche delle immagini di una telecamera di videosorveglianza. La stessa versione l’avrebbe data pure alla compagna. In un secondo momento però, quando cioè la polizia gli ha sequestrato il mezzo e gli ha notificato l’avviso di garanzia, ha modificato la sua versione sostenendo di essere stato sicuro di aver urtato il new jersey, escludendo di aver investito un uomo. Lo stesso che è morto poche ore il tremendo impatto. La procura lo accusa anche di omissione di soccorso.
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