SPOLETO
Accordata la messa al prova del 19enne accusato di aver afferrato per un braccio un sedicenne, trascinandolo fuori dalla scuola, buttandolo a terra e immobilizzandolo mentre un altro ragazzino, anche questo minorenne, lo avrebbe colpito ripetutamente con calci e pugni anche utilizzando un tirapugni di metallo, sequestrato sul posto dai carabinieri.
Col parere favorevole della Procura di Spoleto, il giudice Elisabetta Massini martedì ha accolto la richiesta formulata dall’avvocato Fabrizio Gentili, che difende il 19enne imputato per lesioni aggravate in concorso col minorenne, anche se per lui il procedimento è in mano al tribunale dei minorenni di Perugia.
Il ragazzo, ha spiegato ieri l’avvocato Fabrizio Gentili, è pentito del gesto compiuto e avrebbe chiesto più volte scusa al minorenne aggredito davanti all’istituto tecnico Spagna-Campani il 21 gennaio 2025, quando ha riportato un trauma cranio facciale con prognosi di 21 giorni.
In questo senso, il difensore sostiene che il 19enne e la vittima dell’episodio violento si siano riappacificati nel corso dei mesi seguenti, complice anche la posizione dei genitori dell’imputato, che in famiglia hanno giudicato molto severamente il comportamento del figlio. Da segnalare, quindi, che il ragazzino picchiato non si è costituito parte civile attraverso i propri genitori nel processo davanti al tribunale di Spoleto, che è in fase pre dibattimentale.
In questo quadro, oltreché per la giovane età dell’imputato, il difensore ha optato per la richiesta, poi accordata, della misura alternativa della messa alla prova, che sospende il giudizio, permette al 19enne di seguire un programma riparatorio che, se avrà esito positivo, sfocerà nell’estinzione del reato, cancellando, almeno sotto il profilo giudiziario, il comportamento violento che il ragazzo è accusato di aver tenuto nei confronti del minorenne davanti alla scuola di via Visso.
L’aggressione due contro uno e col tirapugni è stata l’epilogo violento di un diverbio nato il giorno precedente in classe tra i due minorenni coinvolti.
In base alla ricostruzione, infatti, il minorenne vittima avrebbe scoperto di non avere più nello zaino il proprio portafoglio, all’interno del quale c’erano 20 euro. In breve, coi compagni di classe, sarebbe riuscito a capire chi glielo aveva sottratto, ossia l’altro minorenne coinvolto. Da lì la discussione placata dal personale scolastico e solo apparentemente archiviata nel giro di poco come una bravata.
In realtà, il giorno seguente, prima dell’inizio della lezione, i due minorenni si sono incontrati davanti all’ingresso della scuola, dove ad attendere la vittima c’era anche il 19enne. Subito è scattata l’aggressione, con l’adolescente trascinato fuori dalla scuola dallo studente più grande e poi picchiato dal coetaneo armato di tirapugni.
L’episodio violento allo Spagna-Campani ha seguito di pochi giorni la cosiddetta rissa di San Ponziano avvenuta all’esterno di un locale del centro storico, ma in quel periodo sono stati diversi in città gli episodi violenti che hanno coinvolto i minorenni, creando un certo allarme sociale e spingendo il sindaco a informare il prefetto di Perugia per eventuali azioni mirate.
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