cronaca
Rudy Guede
Prosegue il processo a carico di Rudy Guede, il 38enne di origine ivoriana, già condannato in via definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher adesso alla sbarra per violenza sessuale. A denunciarlo, quasi tre anni fa, era stata la ex fidanzata, molto più giovane di lui, che, in esclusiva al Corriere dell’Umbria, aveva raccontato dettagli inquietanti di quanto accaduto nel periodo in cui era stata insieme a Guede. Lui dal suo canto si è sempre difeso dicendo che tutti i rapporti avuto erano consenzienti e quei lividi, che la ragazza aveva addosso, erano frutto di infortuni mentre faceva equitazione.
Ieri mattina in aula, nel tribunale di Viterbo, sono stati ascoltati due agenti della polizia giudiziaria che, nel corso delle indagini, hanno acquisito e visionato file video contenuti nei telefoni dell’imputato e della parte civile. Secondo quanto emerso nel corso dell’udienza, il contenuto dei file, anche audio, verrà trascritto e depositato nelle prossime udienze. Intanto, per quella fissata a maggio è stata decisa l’audizione in aula della parte offesa, che aveva denunciato Guede e che adesso è parte civile assistita dall’avvocato Francesco Guido. E’ stato l’avvocato Carlo Mezzetti, che difende Guede, a chiedere che venisse ascoltata la ragazza, prima delle sue amiche, che avrebbero dovuto testimoniare già nell’udienza di ieri. Intanto, secondo quanto sottolineato dall’avvocato Mezzetti, Guede non ha mai avanzato la richiesta di revoca della misura cautelare che gli era stata applicata - divieto di avvicinamento alla persona offesa e contestuale applicazione del braccialetto elettronico - anche a sua tutela. L’imputato, che per l’omicidio Kercher ha scontato 13 anni di carcere, è accusato di violenza sessuale nei confronti della ex: secondo il capo di imputazione, teneva la ragazza “immobilizzata”, “impedendole con la forza di muoversi” e le “tappava la bocca” mentre la “costringeva” a “subire rapporti sessuali contro la sua volontà”.
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