perugia
In Umbria crescono i baby rapinatori. Sono triplicati in un anno i procedimenti giudiziari per rapine commesse dagli under 18. Un dato che la procura generale di Perugia, nella relazione depositata ieri in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario, definisce “preoccupante”: 50 procedimenti contro i 17 del periodo precedente. Circa tre volte tanti.
“Merita attenzione - è scritto nel documento - il significativo incremento dei procedimenti a carico di minorenni, dato che impone un approccio integrato tra repressione e prevenzione – con il coinvolgimento del mondo scolastico e dei servizi sociali – volto a intercettare precocemente situazioni di disagio. Questa procura generale ha avviato insieme all’Università degli studi di Perugia un monitoraggio delle decisioni penali riguardanti gli imputati minorenni, al fine di analizzarne la provenienza territoriale e le tipologie criminose investigate”. Concetto ribadito nell’intervento del procuratore generale, Sergio Sottani, che invita altresì la necessità di non spettacolizzare, utilizzando una comunicazione corretta. Una necessità espressa anche sul fronte della violenza di genere e della sicurezza urbana.
“Viviamo - ha detto Sottani - in una stagione segnata da una sorta di bulimia del crime. Un’ossessione per il fatto di cronaca, un’ansia collettiva di spettacolarizzazione del processo penale. Per questo va ribadita l’importanza di aver creato, come uffici requirenti, due osservatori: uno sul linguaggio degli atti giudiziari e l’altro sulla informazione giudiziaria. Parlare di violenza, di genere o minorile, è doveroso; farlo con termini accurati è indispensabile per evitare derive morbose o effetti di emulazione. Cresce la preoccupazione per gli episodi di violenza tra minorenni, spesso accompagnati dall’uso delle armi. La violenza sembra ormai una modalità comunemente praticata di comunicazione giovanile e si manifesta col bullismo on line, risse di strada, aggressioni verbali e fisiche. Fino a raggiungere esiti tragici come nel caso dell’omicidio di un ventitreenne, avvenuto nell’ottobre scorso nel parcheggio di una facoltà dell’ateneo perugino”.
È fondamentale, ha evidenziato Sottani, “promuovere percorsi educativi e di supporto psicologico, anche per far comprendere le opportunità ma anche i pericoli del web, drammaticamente testimoniati dall’episodio del suicidio di un diciannovenne, avvenuto a Perugia un anno fa. Con la locale università questa procura generale ha instaurato un progetto per analizzare i processi penali che hanno coinvolto i minorenni al fine di comprenderne le dinamiche criminali, le collocazioni territoriali, le motivazioni sociali, i contesti ambientali e le caratteristiche personologiche”. Non mancano nell’intervento di Sottani due sottolineature anche politiche. Dal bilancio, “complesso ed articolato” dell’anno giudiziario, emerge “il dato allarmante della recrudescenza di reati quali il traffico di sostanze stupefacenti, violenza di genere nonché furti in abitazione” Oltre ad un diffuso aumento delle condotte violente “da strada” che come detto coinvolgono minori.
“La sicurezza - ha evidenziato Sottani - intesa come tutela dell’ordine pubblico e del decoro urbano, rappresenta un bene essenziale per la collettività. I pacchetti sicurezza” che ciclicamente vengono approvati ed annunciati rappresentano tuttavia la testimonianza più chiara della difficoltà di affrontare i problemi nella loro complessità. Si tratta di reazioni al malessere sociale spesso impulsive, non sempre rispettose dei canoni minimi di coerenza, ragionevolezza e razionalità giuridica. Al contrario - affonda il procuratore generale - il processo penale viene appesantito da garanzie sempre più sofisticate, quali ad esempio l’interrogatorio preventivo nel sistema cautelare, che finiscono per essere realmente fruibili soltanto dai soggetti forti e meglio difesi. Il risultato è un diritto penale dell’insicurezza, ricco di raffinate tutele difensive per i privilegiati, rigorosamente inflessibile per gli esclusi”. Non manca la stilettata a chi strumentalizza.
“La percezione di insicurezza - è il passaggio successivo dell’intervento di Sottani - rischia di essere alimentata da narrazioni securitarie che erigono un muro cognitivo tra la realtà e la propaganda. Nel maggio scorso il procuratore distrettuale perugino, con la sua autorevolezza, è intervenuto pubblicamente per raffreddare il dibattito sullo stato della sicurezza pubblica nel capoluogo regionale”. Anche in materie come la violenza di genere e la criminalità minorile, “sembrano prevalere una logica panpenalista e un approccio rigidamente carcerocentrico, venati da populismo giudiziario e perenne emergenzialismo. La recente legge sul femminicidio, approvata nel dicembre scorso, costituisce un segnale positivo di rara convergenza parlamentare, ma non risolve alcune legittime perplessità sull’impianto giuridico, anche se, finalmente, nel codice penale compare in maniera espressa il termine donna, mentre in precedenza si rintracciava esclusivamente il sintagma ‘donna incinta’”, ha concluso Sottani. Non solo celebrazione, non solo forma, all’inagurazione dell’anno giudiziario. Anche tanta sostanza.
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