Gubbio
Avvocato Ubaldo Minelli
Colpo di scena davanti al Gip per l’operaio eugubino accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati nei confronti della convivente 49enne, del padre di 75 anni e del figlio di 14. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Gemma Miliani, ieri mattina si è celebrata l’udienza preliminare davanti al gip Margherita Amodeo. I familiari dell’imputato hanno inviato una memoria al giudice specificando i motivi per cui non si sarebbero costituiti parte civile nei confronti del congiunto.
L’avvocato Ubaldo Minelli, che difende l’imputato, ha subito chiesto il giudizio abbreviato e l’esame del suo assistito. Il Giudice per le indagini preliminari ha fissato l’interrogatorio dell’imputato e la discussione per il 12 maggio. L’uomo, già colpito a suo tempo da alcune misure restrittive, era anche finito in carcere per non aver rispettato quanto disposto dal tribunale. Aveva infatti cercato di rientrare in casa della compagna dalla quale era stato allontanato dal giudice. A quel punto era stato catturato dai carabinieri che lo avevano arrestato e trasferito nel carcere di Capanne. La triste vicenda affonda le radici negli anni.
Secondo quanto denunciato l’uomo più volte, probabilmente sotto l’effetto dell’alcol e di sostanze, aveva aggredito, minacciato e in alcune occasioni picchiato i familiari con pugni, calci e schiaffi, danneggiando e distruggendo oggetti, costringendo le vittime a chiamare più volte il 112. In un’occasione avrebbe addirittura tentato di strangolare la compagna. Un fatto tenuto nascosto ma che è venuto alla luce dopo un tema scritto a scuola dal figlio. Era scattata la misura di allontanamento dalla casa dove viveva insieme alla compagna, al figlio e al padre, e il divieto di avvicinamento a una distanza minima di 500 metri. Il magistrato aveva anche ordinato di apporgli il braccialetto elettronico.
L’operaio però, dopo una notte, sarebbe tornato a casa per riprendere vestiti e altre cose infischiandosene del divieto del tribunale. Dopo aver cercato di aprire il portoncino di casa con una chiave che però non funzionava più in quanto erano state sostituite le serrature, ha cercato di aprirsi un varco attraverso un cartone che era stato messo per chiudere in maniera provvisoria un foro nel vetro provocato da lui stesso dopo una caduta dalle scale a seguito di una precedente colluttazione col padre. Non riuscendo ad entrare si era quindi allontanato. Il padre però aveva consegnato il filmato delle telecamere di sorveglianza ai carabinieri che le hanno trasmesse alla Procura.
Da lì il Gip aveva disposto l’ordine di cattura e di arresto con trasferimento in carcere a Capanne. L’operaio è sottoposto a tre misure cautelari: l’allontanamento dall’abitazione familiare, divieto di avvicinamento di 500 metri dall’abitazione e dal luogo di lavoro della compagna e il divieto di dimora nel comune. Ha solo l’autorizzazione di entrare nel comune di Gubbio per recarsi a lavorare e con un tempo limitato.
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