Perugia
La procura gli contesta di avere “prelevato dai libretti postali intestati al figlio - affetto da disabilità intellettiva - la somma di 37 mila euro corrisposta dall’Inps quale pensione di invalidità in favore del minore”. Non solo, sempre stando a quanto contenuto nel capo di imputazione, “la somma non veniva in alcun modo utilizzata per provvedere al sostentamento del minore, ma per uso esclusivamente personale, malversando quindi l’ingente patrimonio”. È anche con queste accuse che un 51enne originario di Perugia è finito alla sbarra con l’accusa di violazione degli obblighi di assistenza familiare.
L’uomo, assistito dall’avvocato Massimo Brazzi, è inoltre accusato di “non avere consegnato alla ex compagna, nonostante numerose richieste, la documentazione relativa ai documenti di identità e ogni altro documento utile alla donna - che si è costituita parte civile con l’avvocato Delfo Berretti - per la fruizione di servizi assistenziali per il figlio”. Non solo, secondo quanto gli viene contestato, avrebbe anche “tenuto un atteggiamento offensivo e ingiurioso nei confronti della donna come risposta alle richieste”.
Inoltre l’imputato - per cui ieri si è celebrata una udienza del processo dinanzi al giudice Alessandra Grimaccia - non avrebbe “contribuito in alcun modo al mantenimento economico del figlio”. L’avvocato dell’imputato sostiene che il minore sarebbe stato affidato a entrambi i genitori e il padre avrebbe pagato spese mediche, percorsi scolastici. L’uomo inoltre rimanda al mittente l’accusa di essersi appropriato dei soldi destinati al figlio. Secondo la sua difesa, sarebbe stato in possesso di documenti bancari e non solo perché il minore aveva la residenza a casa sua.
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