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Minacce di morte a un sacerdote: scritte intimidatorie sulla porta di casa di padre Corrado Puliatti

Il prete antidroga aveva seguito il caso del 23enne ucciso a Perugia

Antonio Mosca

26 Gennaio 2026, 11:05

Minacce di morte a un sacerdote: scritte intimidatorie sulla porta di casa di padre Corrado Puliatti

Minacce a colpi di spray nei confronti di un sacerdote.

Si tratta di padre Corrado Puliatti, prete ortodosso della Chiesa ucraina, impegnato da almeno 10 anni in battaglie per la legalità e contro la criminalità organizzata e lo spaccio di droga.

“Sabato mattina - racconta nella denuncia querela che ha sporto alla caserma dei carabinieri di Lugnano in Teverina - quando sono rientrato a casa ho trovato sulla porta d’ingresso una croce disegnata con vernice nera e, di fronte, una scritta minatoria, “Prete sei morto”, con sotto un’altra croce”.

L’abitazione che il sacerdote ha in uso è di proprietà di una sua amica e si trova nei pressi della piazza principale di Alviano.

“Se è stato uno scherzo - osserva padre Corrado - è stato di pessimo gusto, ma temo che si tratti di un’intimidazione vera e propria.

Attualmente sto collaborando con l’Università Niccolò Cusano e sono ospite quasi fisso del programma tv “Fatti di nera” sul canale 122 in cui seguiamo cold case. Ultimamente mi sono occupato del caso di Hekuran Cumani, il ragazzo di Fabriano di 23 anni assassinato nell’ottobre dello scorso anno nei pressi di un parcheggio della zona universitaria di Perugia. E ho colto l’occasione per sensibilizzare i telespettatori invitandoli a denunciare le attività illecite poste in essere da alcuni extracomunitari.

In più - continua - sto cercando di capire cosa si nasconde dietro il fiorente business dello sfruttamento della prostituzione. Ci sono molti alloggi insospettabili che ospitano queste ragazze con un giro di affari illeciti molto rilevante. Ho deciso di puntare un faro su questo problema - afferma - per smascherare chi lucra su queste giovani donne”.

Nel settembre scorso il sacerdote ricorda di essere stato aggredito da un gruppo di ragazzi africani mentre si trovava a Terni, al parco dei Campacci di Marmore.

“Quella volta - racconta - stavo documentando con tanto di fotografie l’attività di spaccio di droga condotta in quelle zone dove i pusher hanno dei veri e propri accampamenti.

Fui aggredito da 3 persone che mi picchiarono, portandomi via la macchina fotografica”.

Per lui la situazione sta diventando sempre più difficile e proprio per questo motivo - racconta padre Corrado Puliatti - “sto valutando se spostarmi in un’altra località umbra che però voglio tenere segreta per tutelare la mia incolumità”.

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