perugia
La polizia postale si occupa del caso
Adescato online da un uomo che si è finto una donna, ha attaccato bottone tramite un social e poi ha spostato la comunicazione su Telegram, dove gli ha proposto di fare sesso virtuale. A quel punto una donna, che si è spogliata, è comparsa realmente, salvo sparire quando l’odierno imputato di sextorsion - la cui complice non è stata rintracciata - ha minacciato la vittima di pubblicare le immagini, che erano state interamente registrate, se non avesse immediatamente fatto una ricarica su una Postepay. In un primo momento il 48enne, residente a Perugia, ha pagato 100 euro poi però quando sono arrivate anche altre richieste di denaro, ha deciso di denunciare l’estorsione subita. E’ stato nell’ambito degli accertamenti eseguiti dalla polizia postale e da Poste italiane che è emerso come quella carta ricaricabile - intestata a un 19enne di Como che adesso rischia il rinvio a giudizio per estorsione - nascondesse centinaia di movimenti sospetti, alcuni dei quali nati con la stessa dinamica dell’estorsione sessuale, subita dalla vittima di Perugia.
Agli atti dell’inchiesta, che nei giorni scorsi è approdata in udienza preliminare dinanzi al gip, Natalia Giubilei, ci sono anche inquietanti messaggi che l’imputato - con un finto nome femminile, Florence Droitux - avrebbe inviato ad un’altra vittima. Tra questi uno in cui scriveva: “Prima di tutto non cercare di rimuovermi o bloccarmi nella tua lista di amici, perché se dovessi perdere i contatti con te, te ne pentirai, arriverò al punto di pubblicare questo video o sarà facile riconoscerti”. E ancora: “Ho anche già registrato tutti i tuoi contatti su Facebook i tuoi amici, così come i loro indirizzi Facebook, per mostrare loro questo tuo video nudo se mai ti perdessi di vista. Vuoi che ti succeda la cosa peggiore? Ti informo che non sono qui per scherzare, è meglio che tu mi risponda se non vuoi che le cose ti vadano male, perché non hai davvero idea di cosa sono capace, posso restituirti la vita molto duramente con questo video, distruggi la tua carriera, offuscare il tuo onore, la tua reputazione e anche quella della tua famiglia quindi se non vuoi che inizi a rendere la tua vita un inferno sulla terra faresti meglio a rispondermi nei secondi che seguiranno altrimenti te ne pentirai è tutta la tua vita”. La seconda vittima era arrivata a versare 600 euro in due diverse transazioni, e poi, alla richiesta di ulteriori 1.300 euro aveva deciso di denunciare nonostante le pesanti minacce, come quando gli scrisse: “Non sai di cosa sono capace di fare. Non dimenticare mai che ho il tuo video registrato su un CD che posso pubblicare in qualsiasi momento. Ma non è questa la soluzione, perché te lo chiedo gentilmente. Quindi adesso tocca a te”.
Negli ultimi 12 mesi, secondo quanto emerso dal bilancio dell’attività della polizia postale, in Umbria sono stati denunciati 12 casi di sextorsion e 83 di sostituzione di persona, reato molto spesso correlato a quello di estorsione a sfondo sessuale.
L’udienza intanto, per il giovane accusato di estorsione, è stata rinviata per un difetto di notifica alle prossime settimane.
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