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Il caso

Delitto di Garlasco, svolta Andrea Sempio: a Quarto Grado per la prima volta si confronterà con gli ospiti in studio

Giovanni Ramiri

22 Gennaio 2026, 21:48

Delitto di Garlasco, svolta Andrea Sempio: a Quarto Grado per la prima volta si confronterà con gli ospiti in studio

Andrea Sempio e Gianluigi Nuzzi

Venerdì 23 gennaio, alle ore 21.30 su Retequattro, Quarto Grado torna con una puntata densa, complessa, emotivamente carica. Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero guidano ancora una volta il pubblico dentro alcune delle pagine più buie della cronaca italiana, dove i fatti giudiziari si intrecciano con dubbi irrisolti, domande scomode e storie umane che continuano a chiedere ascolto.

Al centro della serata, il femminicidio di Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia uccisa con 23 coltellate dal marito Claudio Carlomagno. Una violenza estrema, brutale, che ha trovato nelle scorse ore una confessione ma non ancora una spiegazione definitiva. Gli inquirenti lavorano ora per comprendere se dietro quell’atto ci sia stata premeditazione, se la morte di Federica sia stata il punto finale di una spirale di violenza già in atto o l’esplosione improvvisa di un conflitto sommerso. Un caso che riporta con forza il tema del femminicidio, della prevenzione mancata, dei segnali ignorati.

Ma è sul caso del delitto di Garlasco che la puntata promette di segnare un passaggio nuovo e delicato. Non solo per gli aggiornamenti investigativi su movente ed eventuali complici, ma soprattutto per un confronto che, per la prima volta, avviene sotto le luci dello studio: Andrea Sempio rompe il silenzio e si confronta direttamente con opinionisti ed esperti.

Andrea Sempio

La sua presenza non è un dettaglio televisivo. È un atto che pesa. Perché Andrea Sempio non è solo un nome tornato ciclicamente nelle cronache: è una figura che incarna una delle tante zone d’ombra di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni. Amico di Marco Poggi, frequentatore della casa di via Pascoli, Sempio è stato più volte tirato in ballo, analizzato, scandagliato, senza mai essere indagato formalmente per l’omicidio di Chiara Poggi. Eppure, il suo nome è rimasto sospeso, come un’eco mai del tutto spenta.

La sua storia è quella di un ragazzo che, suo malgrado, si è ritrovato intrappolato in un racconto mediatico più grande di lui. Anni di sospetti indiretti, di illazioni, di ricostruzioni alternative che lo hanno spesso trasformato in un personaggio, più che in una persona. Andrea Sempio ha vissuto il peso di un caso che non lo ha mai lasciato andare davvero, pur non avendo mai ricevuto un’accusa formale. Un limbo difficile da spiegare, ancora più difficile da vivere.

Il confronto in studio rappresenta allora un momento chiave: non solo per ciò che verrà detto, ma per ciò che simbolicamente significa. È la voce di chi per anni è stato raccontato da altri. È il tentativo di rimettere ordine tra fatti, percezioni e suggestioni. In un caso come Garlasco, dove la verità giudiziaria convive da sempre con una verità mediatica parallela, la presenza di Sempio riapre interrogativi profondi: quanto pesa il racconto pubblico sulla vita delle persone? E quanto è sottile il confine tra diritto di cronaca e processo mediatico permanente?

La puntata affronterà anche un altro mistero che continua a dividere: la morte di Angelo Onorato, l’architetto trovato senza vita a Palermo il 25 maggio scorso, soffocato da una fascetta di plastica. Un dettaglio che, fin dall’inizio, ha reso fragile l’ipotesi del suicidio. Per la prima volta parla la figlia Carolina, che rifiuta l’idea che il padre abbia scelto di morire. La sua testimonianza aggiunge una dimensione emotiva fortissima a una vicenda ancora piena di interrogativi.

A discutere e analizzare i casi, un parterre consolidato: Carmen Pugliese, Massimo Picozzi, Carmelo Abbate, Grazia Longo, Caterina Collovati, Paolo Colonnello e Marco Oliva. Voci diverse, competenze differenti, chiamate a confrontarsi non solo con i fatti, ma con le loro conseguenze umane e sociali.

Carmelo Abbate

Quarto Grado si conferma così non solo come un programma di cronaca nera, ma come uno spazio in cui le storie continuano a vivere, a evolversi, a chiedere risposte. E il ritorno di Andrea Sempio, con tutto il carico di passato che porta con sé, ricorda quanto certi casi non finiscano mai davvero. Cambiano i tempi, cambiano le prospettive, ma restano le persone. E le loro vite, segnate per sempre da una verità cercata, discussa, a volte urlata, altre sussurrata.

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