L'omicidio
Francesco Compagna e Alberto Stasi
“La verità nella vicenda di Alberto Stasi si è disvelata progressivamente, per cui per capire quello che è accaduto bisogna seguire le varie tappe”. A dirlo, nell’ultima puntata di Far West su Rai 3, l’avvocato Francesco Compagna, legale della famiglia di Chiara Poggi. Il programma condotto da Salvo Sottile ha dedicato un ampio approfondimento al delitto di Garlasco, ascoltando l’avvocato.

L'avvocato Compagna
“Il valore della prova indiziaria deriva dalla tenuta di eventuali ipotesi alternative – afferma l’avvocato nel servizio di Chiara Ingrosso e Coralla Ciccolini - Quando non ci sono ipotesi alternative, quel dato indiziario acquista una forza che è processualmente insuperabile. Quello che è avvenuto rispetto al racconto di Alberto Stasi. Una volta acclarato che Alberto Stasi ha raccontato di essere entrato in corsa, in quella stanza, ma ha fatto un racconto falso, perchè non essendo state rilevate impronte, né tracce ematiche sulle scarpe, mentre è stato rilevato sangue, tracce ematiche con il luminol, sul tappetino dell’auto che lui utilizzò subito dopo, quando ricostruiamo la falsità di quel racconto, è difficile immaginare una spiegazione alternativa”.
Ancora Compagna: “Se Alberto Stasi può raccontare della presenza della ragazza sulle scale, in quelle condizioni, senza essere entrato in casa, questo significa che lui le sa per averla uccisa alcuni minuti prima”.

Le scarpe, elemento chiave contro Stasi
“I legali della famiglia Poggi – si ricorda nel servizio - non solo stanno lavorando per tenere salde le prove che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi, ma sono impegnati anche in una lettura delle nuove perizie prodotte contro il nuovo indagato, Andrea Sempio. Tra queste, quella firmata dal genetista Denise Albani, che stabilirebbe che sulle unghie di Chiara Poggi sarebbe presente un dna riconducibile in via patrilineare alla famiglia di Sempio.”
“In realtà, al di là del maggiore approfondimento che si è dedicato a questo argomento – aggiunge Compagna - i risultati sono sempre gli stessi: le certezze sono tre. La prima certezza è che dal punto di vista della correttezza della metodologia scientifica, questi dati non possono essere utilizzati. Se li si vuole comunque utilizzare e cercare di verificare se possono avere qualche minimo valore, questi dati danno un supporto moderato, secondo le linee guida che valgono per il dna maschile di Y, a un'ipotesi di una compatibilità con Andrea Sempio. Terzo elemento, in ogni caso è impossibile stabilire, a fronte di questi quantitativi veramente infinitesimi, se quel dna provenga da un contatto diretto, indiretto, prossimo, ritardato. Il dato quindi è inutilizzabile: rispetto a Sempio, ci sarebbe un supporto in ogni caso è moderato e non è un dato di un valore indiziale”.
La perizia genetica affidata a Denise Albani si colloca all’interno della riapertura dell’attività istruttoria sul delitto di Chiara Poggi. L’incarico è stato conferito dal giudice nell’ambito di un incidente probatorio con l’obiettivo di rivalutare, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, il materiale biologico repertato sulle unghie della vittima, già oggetto di precedenti analisi nel corso dei processi celebrati negli anni passati.
Il lavoro peritale ha riguardato campioni di dna estremamente limitati per quantità e qualità, caratterizzati da degrado e commistione tra più contributori. La perizia ha accertato la presenza di tracce genetiche maschili parziali, non sufficienti a ricostruire un profilo individuale completo. Le analisi hanno consentito esclusivamente lo studio di marcatori del cromosoma Y, che permettono di individuare una linea paterna ma non un singolo soggetto.

Salvo Sottile
Dalla comparazione effettuata è emersa una compatibilità tra l’aplotipo Y rilevato e quello attribuibile alla linea paterna di Andrea Sempio, indagato nella nuova fase dell’inchiesta. La perizia precisa che tale compatibilità non consente di identificare una persona specifica, poiché il medesimo aplotipo può essere condiviso da più individui legati da rapporti di parentela o, in alcuni casi, presenti nella popolazione senza legami diretti. Il dato genetico, così come descritto nella relazione, indica una possibilità biologica e non un accertamento individualizzante.
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