terni
Era la vigilia di Natale 2024 quando i carabinieri lo avevano raggiunto, arrestandolo su ordine del gip Barbara Di Giovannantonio, a conclusione di una indagine-lampo. Per l'uomo, il 45enne ternano, operaio, si erano aperte le porte del carcere sulla base della pesante accusa di violenza sessuale su una bambina di appena 5 anni, figlia di una coppia di amici. Un'accusa che ieri, di fronte al gip Chiara Mastracchio che lo ha giudicato con le modalità del rito abbreviato, si è trasformata in sentenza di condanna: dieci gli anni di reclusione inflitti al 45enne, uno in più dei nove chiesti dall'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Elena Neri. In sostanza, il tribunale non ha riconosciuto alcuna attenuante all'operaio ternano, in linea anche con quanto chiesto dal legale delle parti civili, l'avvocato Francesco Mattiangeli.
Per il 45enne invece, assistito dall'avvocato Marco Tudisco, la prospettiva ora è quella del giudizio d'appello. A sporgere denuncia erano stati i genitori della bimba che, proprio nei giorni appena precedenti quel Natale, avevano ospitato in casa quell'amico di vecchia data. E la terribile scoperta degli abusi sulla piccola era avvenuta visionando le immagini delle telecamere presenti nell'abitazione, ritenute inequivocabili tanto da loro, quanto dagli investigatori dell'Arma e dalla Procura.
In quel contesto era emerso che non solo l'uomo aveva abusato sessualmente della bimba in quella occasione, ma anche nel corso dell'estate precedente e con modalità del tutto simili, raggiungendola nella sua cameretta e compiendo gli atti che gli sono poi costati l'arresto e la condanna in primo grado. Condanna accompagnata dai risarcimenti stabiliti dallo stesso gip in favore della minore - 50 mila euro - e dei genitori - 10 mila euro ciascuno - a titolo di risarcimento di un danno che nessuna cifra potrà mai rappresentare nella sua reale gravità. In merito alla sentenza di condanna, l'avvocato Mattiangeli, che assiste la famiglia della bimba, esprime una "ragionevole soddisfazione per l'entità della pena e, soprattutto, per il fatto che non sia stata riconosciuta alcuna attenuante".
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