PERUGIA
Dalle indagini sull’omicidio di Hekuran Cumani spunta una nuova accusa per Yassin Amri, il 19enne arrestato perché ritenuto l’assassino. Nel suo telefonino infatti, gli agenti della polizia postale hanno rinvenuto “otto immagini pedopornografiche realizzate con minori di anni 18 in formato stickers per l’invio e la condivisione tramite Whatsapp”.
E questo, secondo il sostituto procuratore Gemma Miliani - titolare dell’inchiesta sul delitto del 23enne di Fabriano, Hekuran Cumani - integra il reato di detenzione di materiale pedopornografico. Per ciò, nelle ultime ore gli ha notificato un nuovo avviso di garanzia con contestuale fissazione di interrogatorio che si terrà domani nel carcere di Siena, dove Amri è stato trasferito. Nel corso dello stesso interrogatorio poi - a cui presenzieranno la pm Miliani e il procuratore, Raffaele Cantone - il giovane che ha sempre respinto l’accusa di aver ucciso Cumani, dovrà anche rispondere delle altre contestazioni relative alle minacce che, la sera prima dell’omicidio, aveva rivolto a dei ragazzi con cui un giovane del suo gruppo, aveva avuto un acceso litigio.
Anche quella notte, secondo la testimonianza di uno dei presenti, sia Amri che Mohamed Abid (il 18enne in carcere coinvolto nella rissa che ha preceduto l’omicidio di Hekuran) hanno minacciato i rivali con dei coltelli. Come avevano fatto, prima che quei coltelli venissero usati, nella rissa nel parcheggio di via Pascoli, per ferire e uccidere Hekuran. Dopo aver ricevuto il nuovo avviso di garanzia, l’avvocato Vincenzo Bochicchio, che assiste il 19enne, dichiara: “Prendiamo atto delle nuove contestazioni mosse al mio assistito e valuteremo la strategia difensiva da intraprendere al termine delle indagini che restano in piena fase evolutiva”. Intanto gli inquirenti restano in attesa degli ultimi esami genetici di cui ancora non c’è esito: tra questi anche l’esame sugli abiti della vittima.
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