FOLIGNO
Sarà processato il 19 febbraio con rito abbreviato condizionato al suo esame Gian Paolo Coresi, il 47enne folignate - difeso dall’avvocato Daniela Paccoi - che lo scorso anno era stato arrestato dopo un inseguimento sulla Flaminia con oltre 65 chili di cocaina purissima dalla guardia di finanza.
Per il ristoratore, la procura di Perugia – titolare del fascicolo è il pm Gennaro Iannarone – aveva chiesto il rinvio a giudizio e l’avvocato ha optato per la strada dell’abbreviato che in caso di condanna vale lo sconto di un terzo della pena.
Come si legge negli atti, Coresi, da dicembre 2023 a luglio 2025 avrebbe “acquistato, detenuto, trasportato, occultato e ceduto ingenti quantitativi” di cocaina, utilizzando auto dotate di doppio fondo artigianale dove veniva nascosta la droga.
In particolare il ristoratore “svolgeva il ruolo di corriere e custode della cocaina”, occupandosi su indicazioni di uno dei suoi complici – sette albanesi per i quali “si procede separatamente” – di trasportare la cocaina “da Foligno in diverse località del Centro-Nord Italia, nonché del suo occultamento e stoccaggio nella sua pizzeria in viale Ancona (i finanzieri avevano trovato molta droga nel controsoffitto), nel suo garage, in uno stabile e un terreno nella frazione di Casenove”.
Il ristoratore avrebbe anche consegnato a soggetti non identificati 45 mila euro in contanti. La somma sarebbe stata “trasferita in Spagna – è scritto nel capo di imputazione – in modo da ostacolarne l’accertamento”.
Non solo: una volta in carcere, Coresi avrebbe anche utilizzato un telefono cellulare dalla cella, comportamento che è costato al 47enne l’ulteriore accusa di accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, oltre a quelle di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e ricettazione
.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy