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CRONACA

Detenuto del carcere di Spoleto aggredisce un medico con lo sgabello

L'uomo si è scagliato anche contro un ispettore e un agente intervenuti per fermarlo

12 Gennaio 2026, 08:32

Detenuto del carcere di Spoleto aggredisce un medico con lo sgabello

Si ferisce e poi quando arriva in ambulatorio aggredisce con uno sgabello il medico e due poliziotti della penitenziaria. Ancora violenza nel carcere di Maiano a Spoleto, dove l'ennesimo episodio denunciato dai rappresentanti sindacali Fabrizio Bonino (Sappe), Daniele Rosati (Sinappe) e Davide Cesari (Uspp) si è verificato l'8 gennaio scorso. A pagarne le spese sono stati il medico, un ispettore e un agente, che "sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto soccorso", all'esito delle quali "hanno riportato una prognosi complessiva di 13 giorni", è scritto in una nota diffusa dalle tre sigle. Il caso rimette all'ordine del giorno il sovraffollamento della sezione di media sicurezza di Maiano, a cui il detenuto violento apparteneva, perché "qui la presenza dei reclusi è doppia rispetto alla capienza regolamentare", denunciano Sappe, Sinappe e Uspp. Stando alla ricostruzione fornita dai sindacati a innescare il primo episodio critico del 2026 sarebbe stato "un giovane extracomunitario", il quale avrebbe compiuto "atti di autolesionismo" per poi "minacciare di tagliarsi la gola". Il giovane è stato quindi accompagnato nell'ambulatorio del carcere per le cure del caso, ma qui ha "aggredito con uno sgabello di metallo il medico di guardia" e "si è poi scagliato contro il personale della penitenziaria subito intervento per contenerlo", è scritto nella nota dei sindacati.

Il detenuto protagonista dell'episodio violento, spiegano Bonino, Rosati e Cesari, "è stato trasferito in un altro istituto umbro, a conferma di quanto denunciato già molte volte: i trasferimenti dei detenuti per ordine e sicurezza conseguenti a episodi avvenuti nelle carceri della Toscana vengono spesso destinati all'Umbria, ma quando tali episodi avvengono negli istituti umbri nella stragrande maggioranza dei casi i detenuti rimangono nella nostra regione".

In questo quadro, i tre sindacalisti sostengono che quanto accaduto l'8 gennaio a Maiano "accende ancora una volta un faro sulla questione del sovraffollamento del circuito di media sicurezza nel carcere di Spoleto, dove la presenza di detenuti della sezione è doppia rispetto alla capienza regolamentare, condizione che sta costringendo ancora oggi a ubicare detenuti in stanze adibite a sale ricreative avendo totalmente esaurito la capienza delle camere di pernottamento".

Entrambe le questioni, ossia il massiccio trasferimento in Umbria di detenuti provenienti da fuori regione e il sovraffollamento della sezione di media sicurezza del carcere di Spoleto, sono stati confermati il 9 dicembre scorso dai dati forniti dal procuratore generale Sergio Sottani e dal provveditore per l'amministrazione penitenziaria di Umbria e Marche Liberato Gerardo Guerriero. In particolare, dal 2021 a oggi è diminuito il numero dei detenuti arrestati in Umbria, che sono passati dai 648 ai 510 attuali, mentre i reclusi nelle quattro carceri umbre sono aumentati del 25 per cento: nel 2021 erano 1.334, mentre al primo dicembre scorso si era raggiunta quota 1.675 a fronte di una capienza regolamentare che tra Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto si attesta a 1.339.

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