PERUGIA
Le ha puntato un coltello al collo, l'ha schiaffeggiata in faccia, le ha dato un pugno in testa e poi l'ha trascinata in casa. È anche per questo episodio, accaduto lo scorso agosto, che un uomo di 57 anni, originario della Campania, e residente nell'hinterland perugino, è stato condannato ieri a due anni e otto mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia.
La pena - emessa dal gip Simona Di Maria - verrà sostituita da lavori di pubblica utilità come richiesto dall'avvocato Cristina Zinci che assisteva l'imputato.
Il 52enne, secondo quanto contenuto nel capo di imputazione, avrebbe instaurato in casa un clima di paura e tensione, arrivando a picchiare la moglie anche davanti al figlio minorenne. In molti casi l'avrebbe insultata pesantemente e avrebbe anche deriso il suo lavoro, dicendole che non "guadagnava nulla".
Dopo l'aggressione con il coltello la vittima - assistita dall'avvocato Marco Fantini - aveva lasciato l'abitazione e lo aveva denunciato.
Adesso la sentenza al termine del processo con rito abbreviato.
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