Attualità
Sono 40 le famiglie umbre che vivono a Caracas. Lo fa sapere Adele Galli, presidente dell’associazione Amici dell’Umbria di Caracas. Tutte persone che si sono trasferite e lavorano in Venezuela da anni. E che vivono con apprensione quanto sta succedendo.
Intanto l’assessore alla Pace di Palazzo Donini, Fabio Barcaioli, condanna il blitz militare, definendolo “un atto di estrema gravità che incrina ulteriormente l’ordine internazionale e normalizza l’uso della forza come strumento di dominio”.
“Dal Nobel per la pace al Nobel per la guerra, il passo è breve - sottolinea Barcaioli - La legge del più forte, quella del presidente Trump, continua a imporsi in un mondo in cui la guerra viene trattata come pratica ordinaria contro Stati e popolazioni. Dietro il pretesto della lotta al traffico di stupefacenti, si cela l’intento di esercitare un controllo sulle ingenti risorse primarie del Venezuela, secondo una logica di stampo coloniale e imperialista.”
Secondo l’assessore l’azione militare americana costituisce “una palese violazione del diritto internazionale e sancisce il primato di chi dispone della maggiore potenza bellica”. Una bocciatura netta quindi. “È un precedente pericoloso, che legittima l’arbitrio e svuota di senso le regole condivise della comunità globale. Chiediamo al Governo Meloni una condanna ferma e inequivocabile di una deriva che sta spingendo il pianeta verso una guerra permanente e di attivarsi per la tutela dei connazionali presenti nell’area”.
Dichiarazione anti Maduro invece per il portavoce nazionale di FI e deputato umbro Raffaele Nevi: “Il presidente venezuelano Maduro non è mai stato amico dell'Italia. Come abbiamo denunciato più volte, si è macchiato di gravi reati e noi siamo sempre stati al fianco del popolo venezuelano per la libertà e la democrazia”.
La Farnesina segue la comunità di 130 mila italiani in Venezuela.
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