L'inchiesta
Delitto di Garlasco, chi ha lasciato l'impronta sul gradino?
Il 2026 non poteva iniziare senza un nuovo approfondimento tv sul caso infinito del delitto di Garlasco. Nella prima puntata Quarto Grado, su Rete4, ha dedicato il suo focus su un'impronta insanguinata sui primi gradini della scala verso la cantinetta, dove fu trovato il corpo della 26enne: ignorata nelle indagini passate, ora al centro della nuova perizia BPA del RIS di Cagliari.

Secondo un’indiscrezione del Tg1 sui risultati della nuova BPA, questi segni – tre strisce parallele fotografate dal RIS di Parma nel 2007 e analizzate nel 2014 al processo d'appello bis su Alberto Stasi – sarebbero di una scarpa, compatibili con l’impronta 33 sul muro, attribuita dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio. Ipotesi: l’assassino si è sporto per guardare Chiara morire, lasciando le tracce. Collegate davvero?
La ricostruzione in fasi e il mismatch con Stasi
Come ricostruito dal programma, la BPA del RIS di Cagliari delinea un’aggressione multi-fase: dal salotto (vicino al divano, poi ai piedi della scala superiore), al telefono; Chiara trascinata alla porta a libro, colpita ancora, spinta giù per le scale della cantina con un possibile colpo fatale. I periti del giudice scannerizzarono laser le macchie, ma le minimizzarono come gocce di sangue modificate dal trascinamento ("swipe").
I segni non matchano la suola "a lisca di pesce" delle Lacoste di Stasi, da lui consegnate come indossate quel giorno. Spuntano però altre tracce simili: 99F e 100F, repertate dal RIS (la 100 più distanziata).
Scontro feroce in studio
Nello studio di Gianluigi Nuzzi, Grazia Longo smonta: l’assassino sarebbe uno solo. Carmelo Abbate, analitico, ribatte: "A me risulta che questa nuova impronta insanguinata sia vera e venga attribuita all’assassino, come l’impronta 33. Non è detto che sia di persona diversa rispetto alla suola a pallini. In passato i RIS avevano usato le polveri dattiloscopiche per i rilievi prima del Luminol, quelle potrebbero avere eliminato altre tracce".

Roberta Bruzzone, in studio, attacca: "Non è possibile che l’orma che conosciamo a pallini possa avere prodotto quella tipologia di traccia. Lo escludo categoricamente e scientificamente, sono specializzata in BPA. Se un piede umano avesse calpestato quell’area avrebbe dovuto lasciare segni anche vicino, ma quelle sono intonse. Sono gocce prodotte dal gocciolamento, come dice la perizia dell’appello bis, che hanno intercettato quello spazio durante lo spostamento, per questo sono leggermente modificate. Conosco bene Berti, che ha effettuato la nuova BPA, mi sembra anomalo che lui possa avere pensato a un’impronta parziale. Mi fido di chi ha esaminato direttamente quell’impronta, ritenuta allora non comparabile e senza sangue, ho le competenze per giudicare". Abbate: "I RIS di Cagliari stanno giocando". Bruzzone: "Se mi fai finire un concetto, so che per te è un’esperienza nuova".
Dario Redaelli, consulente Poggi: "Noi abbiamo fatto una valutazione dell’impronta 33, a nostro giudizio si è invertito l’approccio di indagine. Non sono state valutate le minuzie sull’impronta 33 per cercarle sull’impronta palmare dell’indagato, ma si è fatto l’esatto contrario. Non a caso, nella parte dell’impronta 33 che non ha interessato i consulenti della Procura ci sono minuzie non presenti sulla palmare di Andrea Sempio".

La Procura di Pavia (23 luglio) blocca test biologici sull’impronta 33 "perché l’intonaco grattato in corrispondenza di quel punto è stato interamente utilizzato dopo essere stato pregiudicato dall’azione inibente della ninidrina per indagini biologiche": fialetta sparita al RIS di Parma.
Marina Baldi, genetista difesa Sempio: "A noi non fa paura, le nostre consulenze non hanno dato il numero di minuzie rilevato dalla Procura, già al di sotto del limite minimo stabilito dalle linee guida. Per noi è poco interessante, a noi non risulta la presenza di materiale biologico, non è un’impronta di sangue. Potrebbe anche essere di Sempio, ma non è rilevante visto che frequentava la casa. Comunque un’impronta va contestualizzata con l’azione omicidiaria, io non vedo niente". Abbate replica: "Gli altri amici che frequentavano casa non dicono di essere andati in cantina, solo uno lo ha fatto una volta sola, Sempio si definisce grande frequentatore, ma perché non ci sono sue impronte in altre parti della casa, mentre le uniche impronte potenzialmente attribuite a lui sono sul corpo della vittima e sulla scala dove viene ritrovato il corpo. Mi spiegate questo?".
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy