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cronaca

Terni, aggrediti e minacciati di morte 7 infermieri al Pronto Soccorso

La condanna degli Ordini professionali per l’ennesimo grave episodio di violenza al Santa Maria "Ora basta, punire i responsabili. Le strutture sanitarie hanno l’obbligo di segnalare ogni evento"

03 Gennaio 2026, 08:32

Terni, aggrediti e minacciati di morte 7 infermieri al Pronto Soccorso

Il Pronto soccorso del Santa Maria

Ancora violenze contro il personale sanitario. Il Pronto soccorso del Santa Maria di nuovo scenario di minacce e aggressioni. Nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 dicembre, intorno alle ore 2, un giovane si è presentato nella sala d’attesa, in stato di forte agitazione, cercando di accedere negli spazi interni per raggiungere un familiare che era stato preso in carico dal personale. L’uomo era stato invitato a uscire in quanto quell’area non era accessibile al pubblico, fatto non gradito dal giovane che si è scagliato contro gli infermieri con spintoni e minacce di morte. “Ora basta - l’urlo del personale sanitario – questa situazione non è più tollerabile, i responsabili devono essere puniti”. Sono sette gli infermieri che si sono fatti refertare dopo quanto accaduto. Per fortuna nulla di grave per le loro condizioni, ma soltanto grazie all’intervento del personale di vigilanza che ha cercato di riportare alla calma il giovane che nel frattempo era stato raggiunto da altri due familiari. Sul posto anche due pattuglie dei carabinieri.

La situazione dunque è ormai rovente: medici e infermieri, costretti a vivere quotidianamente in un clima di forte tensione, ora salgono sulle barricate. A dargli voce sono gli Ordini delle professioni infermieristiche. Sia l’OPI di Terni che quello de L’Aquila (un infermiere coinvolto nei fatti è del capoluogo abruzzese) condannano quanto accaduto con una dura nota congiunta: “Esprimiamo massima solidarietà ai colleghi coinvolti nei fatti – scrivono -. Nonostante i numerosi interventi pubblici degli Ordini professionali, gli appelli rivolti ai cittadini a non aggredire il personale sanitario e sociosanitario e l’esistenza di una normativa specifica, si registra l’ennesimo grave episodio di violenza. Infatti si è verificata un’aggressione fisica e verbale culminata in minacce di morte nei confronti dei colleghi. E’ indispensabile - proseguono i due Ordini delle professioni infermieristiche – che le autorità competenti prestino la massima attenzione a quanto previsto dal decreto legislativo 150/2022 e dai successivi interventi normativi: le aggressioni al personale sanitario sono oggi procedibili d’ufficio. Ciò significa che l’autorità giudiziaria può intervenire anche in assenza di denuncia da parte della vittima e indipendentemente dalla gravità delle lesioni, configurando tali episodi come reati di particolare allarme sociale che richiedono l’intervento diretto dello Stato. Resta comunque l’obbligo per le strutture sanitarie di segnalare ogni evento”.

A rimarcare la questione anche il presidente dell’OPI di Terni, Federico Montanari: “Sono profondamente indignato e chiedo che ci sia il pieno rispetto del decreto legislativo 150 del 2022. Questo episodio molto grave, che si è trasformato poi in aggressione fisica e verbale con minacce di morte contro gli operatori sanitari, deve essere seguito da provvedimenti. Parliamo di persone, gli operatori sanitari, impegnate nel proprio lavoro e che durante il loro turno, ricevono minacce di morte: tali condotte vanno punite e i provvedimenti, seri, devono essere immediati perché questa situazione non può essere più tollerata”. Una situazione ormai di vera emergenza. E dire che a fine novembre scorso era stato firmato un protocollo d’intesa tra Prefettura, Regione e azienda ospedaliera proprio per la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza contro il personale sanitario e sociosanitario. L’intesa stabilisce “procedure d’intervento immediate e coordinate per gestire le situazioni di crisi – si legge nel documento - garantendo al contempo supporto psicologico e legale alle vittime. L’obiettivo dichiarato è promuovere una politica di tolleranza zero verso ogni atto di violenza, fisica o verbale, e formare adeguatamente il personale per prevenire e gestire le aggressioni”.


La questione arriva anche sui banchi della politica con il consigliere comunale di Alternativa Popolare, Claudio Batini: “Mentre i vertici della Regione Umbria e la presidente Proietti continuano a tessere le lodi di una sanità d’eccellenza – afferma Batini - la realtà quotidiana che si consuma all’interno del Pronto Soccorso di Terni racconta una storia di profondo degrado strutturale e gestionale. L’ultima aggressione subita dal personale sanitario è solo la punta dell’iceberg di una situazione ormai fuori controllo. La solidarietà a medici e infermieri, pur doverosa, non basta più a coprire le gravi inefficienze: ci troviamo di fronte a un vero e proprio ‘blocco delle barelle’ che dura ormai da oltre una settimana. Con circa 60 pazienti perennemente in attesa di una collocazione, il sistema è al collasso. Le barelle e le sedie sono esaurite, utilizzate come ‘letti di fortuna’ per i pazienti in attesa di ricovero che i reparti non riescono ad assorbire. Il risultato è drammatico: i nuovi arrivati sono costretti ad attendere in piedi o, peggio ancora, bloccati all’interno delle ambulanze che non possono essere liberate, sottraendo mezzi vitali al soccorso territoriale. Basta omertà – aggiunge Batini - è tempo di dire la verità. Serve una reale coesione tra cittadini, associazioni, cooperative e tutto il personale sanitario, dai dirigenti ai sindacati. Non possiamo più permettere che il silenzio o la difesa d’ufficio prevalgano sulla salute pubblica. Terni – conclude il consigliere comunale di Alternativa Popolare – è stanca di sentirsi dire solo promesse e di assistere ad applausi inveri mentre il servizio essenziale cade a pezzi. Non si può parlare di eccellenza quando i cittadini sono privati della dignità minima di cura”.

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