Attualità
La conferenza in Regione
Due ore. Tanto è durata la riunione al Broletto per trovare la quadra sul nuovo ospedale di Terni.
C'erano tutti i soggetti coinvolti: Regione Umbria, Comune di Terni, Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni e Usl 2. Ma la firma non c’è stata: Regione e Comune di Terni che restano distanti. La governatrice Stefania Proietti, che ha convocato il sindaco Stefano Bandecchi, se l’è visto andare via non senza polemica.
Conferenza stampa
“Abbiamo fatto in pochi mesi - ha detto Proietti - dall'ottobre scorso a oggi, quello che non è stato fatto in 30 anni sul nuovo ospedale di Terni. Il sindaco Bandecchi ha sollevato un cavillo, sostiene che questa era una conferenza dei servizi e invece non è così. Lo dice la norma. Pretendeva poi di siglare l'accordo di programma, strumento che anche noi consideriamo utile. Ma prima servono gli elementi di base. Gli accordi di programma non si fanno prodromici per poi sfociare nel nulla. Innanzitutto il docfap (documento di fattibilità delle alternative progettuali) che da 7 ipotesi di localizzazione è arrivato a tre, tra cui Colle Obito. È in dirittura d'arrivo. Ce ne siamo fatti carico noi, anche economicamente. I fondi per le progettazioni li abbiamo trovati noi da Cdp a costo zero. Secondo: la stima dei costi, da oltre 550 milioni. Vanno individuare le risorse, serve un quadro esigenziale. Detto questo, la procedura sta andando avanti spedita e non ci sono battute d'arresto. Già a luglio potremmo avere tutto il quadro aggiornato.”
Questa “non era una conferenza dei servizi - aggiunge Proietti - ma un incontro di aggiornamento già convocato. Altro nodo: il Comune di Terni vorrebbe essere soggetto attuatore, ma non può spettare a lui questo ruolo”. Anche sul piano finanziario - evidenzia Thomas De Luca - non sarebbe immaginabile. Ma è una questione di legge. “L'articolo 117 della Costituzione assegna alla Regione la programmazione sanitaria. Oneri e onori: ho voluto coinvolgere il sindaco, per sentire il parere del Comune, e non so quanti presidenti di Regione l'avrebbero fatto”.
Soprattutto dopo le contumelie di cui è stata oggetto Proietti negli ultimi giorni, passibili - secondo la governatrice e l'assessore - di procedimenti legali per diffamazione. Una deriva pericolosa.
La versione di Bandecchi
Bandecchi ha lasciato la stanza con amarezza ma con sicurezza: “Al momento niente accordo di programma – sbotta – ma noi come Comune andiamo avanti, la Regione aspetta tempo, per noi invece va fatto subito”. Quindi l'annuncio di una relazione formale sull'esito del confronto, preludio a un nuovo appuntamento. “Domani mattina partirà la pec da Palazzo Spada per il terzo incontro per l'accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni. Noi - ha poi specificato il sindaco in una nota - indichiamo la data dell'11 giugno, ma se la Regione vuole derogare di qualche ora non ci metteremo con l'orologio in mano. Siamo pronti al confronto”.
Il primo punto dunque riguarda i tempi. Ma non è il solo. La conferenza propedeutica all'accordo di programma convocata dalla Regione ieri per Bandecchi rappresenta la seconda dopo quella già convocata da lui stesso un mese fa, dunque la prosecuzione di un percorso già avviato. Per la Regione, al contrario, come detto la questione tecnica è diversa: intanto può farlo solo l'ente regionale e, comunque, solo su basi certe, con carte, elementi stabili e soldi alla mano. “Abbiamo fatto il secondo appuntamento della conferenza che avevamo convocato per quanto riguarda la possibilità di creare l'accordo di programma, abbiamo parlato dell'accordo di programma, abbiamo trovato delle dissonanze sulla procedura”, ha dichiarato Bandecchi a caldo.
I tempi, spiega il primo cittadino di Terni, sono fondamentali: “Un accordo di programma prima o poi ci potrà stare, per la Regione potrebbe tra luglio 2026 e marzo 2028, per noi deve avvenire prima”. E ancora sulla legittimità della conferenza: “La presidente della Regione ancora ritiene che la conferenza propedeutica all'accordo di programma non possa essere convocata dal sindaco. Per me invece – rimarca - è la seconda conferenza”. E ancora: “Ho fatto questo in virtù dell'articolo 34 del Tuel ed è stato il secondo appuntamento. Con la Proietti momentaneamente abbiamo delle differenze importanti di tempistica, quindi la conferenza da me convocata è tuttora aperta. Ad oggi però – puntualizza - mi sembra che la presidente sia molto migliorata perché ha detto che potrebbe avere chiaro il quadro per giugno-luglio e io spero che ci saranno altri incontri. Ad oggi ci siamo confrontati sulle tempistiche, non trovando un accordo diretto, però la conversazione è ancora aperta”.
Ma Bandecchi non aspetta luglio. Non resta che attendere il terzo round.
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