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Attualità

Liste d'attesa raddoppiate, scoppia la guerra sui numeri

Per la Regione i tempi sono in miglioramento, replica il presidente della commissione Sanità al senato Zaffini: "C'è il trucco"

Alessandro Antonini

25 Aprile 2026, 09:33

Sanità

Sanità, scontro sulle liste d'attesa

Liste d’attesa raddoppiate. O liste d’attesa in miglioramento? E’ caos dati e tendenze su uno dei principali problemi della sanità regionale e nazionale. La precedente amministrazione aveva lasciato le prestazioni sospese (i cosiddetti percorsi di tutela) a quota 44 mila. Era il 2024. L’attuale governo regionale aveva promesso un abbattimento importante, anzi totale, entro tre mesi. L’ultimo dato disponibile certificato risale quasi a un anno fa. Al 3 giugno 2025 le prestazioni inserite nei percorsi di tutela erano pari a 87.557. Quasi il doppio dell’anno prima. Negli scorsi mesi miglioramenti invero ci sono stati, e sono stati anche messi in evidenza in queste pagine.

È stata incrementata la produttività, sono state ampliate le agende. L’ha riconosciuto anche Agenas. Ma per il senatore FdI Franco Zaffini, presidente della commissione Sanità, c’è il “trucco” sui monitoraggi. “Il presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti - ha affermato Zaffini - ha innescato nuovamente la macchina della menzogna e della strumentalizzazione. Sulle liste d’attesa, a differenza di quanto lei sostiene, chi risiede in l’Umbria è in grave difficoltà, perché con la sinistra le prestazioni sospese ed in attesa sono raddoppiate in valore assoluto rispetto a quelle lasciate dalla precedente giunta. I dati comunicati al cruscotto nazionale, riferiti dal ministro, sono ‘truccati’ dalla prassi disinvolta adottata dall’Umbria di iscrivere in agenda l’appuntamento solo quando sulla carta si libera un posto, creando così una sorta di limbo vergognoso che coinvolge numerosi pazienti in attesa della agognata chiamata ma che non risultano sui dati trasmessi al ministero. I dati del cruscotto citati dal ministro Orazio Schillaci fanno riferimento ai tempi di erogazione rispetto alla norma nazionale, non fanno riferimento al numero delle prestazioni sospese e non erogate, che in Umbria sono appunto raddoppiate. Così l’onestà intellettuale di un ministro della Repubblica che cita sia regioni governate dalla sinistra che regioni governate dal centrodestra, viene vilipesa”.

Palazzo Donini giovedì aveva parlato di “tempi in miglioramento del 25%” mettendo in evidenza come vi sia stato “un incremento delle performance in numerose specialità”. “Per quanto riguarda le prime visite - ha scritto la Regione - abbiamo aumentato la tempestività in quasi tutte quelle sottoposte a monitoraggio alcune in settori cruciali quali la neurologia (dal 60,8% al 72,8%), l'otorinolaringoiatria (dal 68,8% all'86,4%) e l'oculistica (dal 39,2% al 55,3%). Anche sugli esami diagnostici ad alta complessità vi sono stati miglioramenti. Grazie a un grande sforzo organizzativo, a livello regionale i tempi rispettati per la risonanza magnetica all'addome sono passati dal 58,2% al 85,8% e quelli per la rm encefalo e colonna dal 57,7% al 82,1%. All'Usl Umbria 2, i tempi rispettati per la prima visita pneumologica sono raddoppiati (dal 37,4% al 79,4%) e quelli per la visita cardiologica sono saliti al 88,5%. L'azienda ospedaliera di Terni ha avuto miglioramenti sulla salute femminile: i tempi rispettati per le mammografie sono passati dal 28,1% ad un ottimo 97,2%, e quelli per l'ecografia della mammella dal 12,7% al 97,7%. Anche l'azienda ospedaliera di Perugia ha registrato ottimi progressi sulle mammografie (dal 56,3% al 90,2%)”. Sono comunque state riscontrate criticità nei tempi delle visite di medicina fisica e riabilitazione (scese dal 76,3% al 62,4%) e nelle visite urologiche (dal 71,7% al 59,5%). Anche gli esami vascolari come l'ecocolordoppler (arti e tronchi sovraortici) hanno subito ritardi generalizzati. Alcune aree restano più critiche come ad esempio le colonscopie. Quindi seppur davanti a passi in avanti, il dato assoluto resta negativo, nel medio periodo. A prescindere dal “trucco”.

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