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Ambiente

Rifiuti, rivoluzione circolare in Umbria: tariffa puntuale, impianti smart e addio all'inceneritore

Sabrina Busiri Vici

22 Aprile 2026, 08:23

Rifiuti, rivoluzione circolare in Umbria: tariffa puntuale, impianti smart e addio all'inceneritore

Cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti in Umbria. La Regione presenta il percorso di partecipazione sulla nuova legge economia circolare e sull’aggiornamento del piano rifiuti. Il disegno di legge, composto da 53 articoli, mira a superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale regionale fondato sulla circolarità, la simbiosi tra filiere produttive e l’innovazione tecnologica.

Tra i punti cardine individuati come obiettivi da raggiungere ci sono: di massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante; l’incremento fino all’80% di raccolta differenziata entro il 2030; arrivare al 65% di materia recuperata; la riduzione dello smaltimento in discarica, dal 30% al 20% entro il 2030. E ancora, l’introduzione della tariffa puntuale (payt) come sistema di tariffazione basato sulla tracciabilità dell’utenza, per premiare i comuni virtuosi e ridurre l’impatto economico della tassa sui rifiuti. Previsti poi lo stop all’inceneritore e nessun ampliamento delle discariche. Per raggiungere, inoltre, l’innovazione impiantistica con la trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate dall’intelligenza artificiale e sensori ottici. Previsti anche incentivi per la riparazione, il riuso e la seconda mano. Allo studio anche un piano di fattibilità per riportare la filiera del Combustibile solido secondario (Css) in Umbria sotto il controllo pubblico e ridurne progressivamente l’utilizzo fino a sostituire, a lungo termine, il Css con idrogeno verde, ottenuto tramite il trattamento dei rifiuti non recuperabili.
A illustrare linee guida e obiettivi è l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, intervenuto in conferenza stampa insieme alla presidente Stefania Proietti.
“Spostiamo il sistema da quello che è l’indicatore della raccolta differenziata alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti”, spiega De Luca. “Questo significa creare un meccanismo premiale che incentiva direttamente i cittadini”, anche attraverso la tariffazione puntuale. Un modello che guarda alle esperienze virtuose: “Introduciamo una tariffa unica di ingresso agli impianti, come nel modello Veneto, e fissiamo per i Comuni target annuali di efficienza, seguendo l’esempio della Sardegna”.
Al centro del piano c’è il rafforzamento della filiera del recupero. “Dobbiamo creare un vero ecosistema con le realtà industriali del territorio”, sottolinea l’assessore. “I rifiuti che oggi finiscono in discarica sono di fatto miniere di materia: se intercettati, possono diventare risorse per le imprese e un fattore di competitività”. La raccolta differenziata resta un pilastro, ma inserita in una strategia più ampia. “Diventerà un fattore imprescindibile – aggiunge – ma dobbiamo soprattutto prevenire la produzione dei rifiuti”.


Altro elemento chiave è la tracciabilità. “Vogliamo garantire l’applicazione del principio chi inquina paga fino alla singola utenza”, afferma De Luca,
Sul fronte impiantistico: “Riconvertiremo i Tmb in impianti di selezione automatica della materia e individueremo un hub per il trattamento della frazione residuale”, spiega. L’obiettivo è chiaro: “A fine legislatura vogliamo dimezzare i rifiuti destinati in discarica”. Secondo quanto detto dall’assessore vi saranno poi i risparmi annui per circa 22 milioni di euro dovuti alla riduzione dei costi di conferimento in discarica e i maggiori proventi della vendita delle materie prime seconde recuperate, per 1,5 milioni, “mentre prevediamo - aggiunge - l’istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali e di rivedere il sistema tariffario incentivando i comuni che hanno comportamenti virtuosi”.
La presidente Proietti interviene e richiama il ruolo della Regione in un contesto europeo. “Siamo stati scelti per presentare il parere sull’attuazione delle politiche ambientali al Comitato europeo delle Regioni”, spiega. “Un contributo che diventerà parte integrante delle future strategie comunitarie”. L’appuntamento è fissato ad Assisi, il 18 e 19 giugno.
Il percorso di partecipazione prevede incontri territoriali, aperti a cittadini, amministratori e stakeholder, per raccogliere proposte e criticità e costruire insieme una Umbria più sostenibile. Già calendarizzate sei date.

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