Attualità
Autobus a rischio blocco
Autobus turistici a rischio stop in Umbria. Con buona pace delle gite e dei tour estivi. Il caro carburante e l’assenza di interventi di mitigazione delle impennate dei prezzi mettono in ginocchio tutto il settore del trasporto persone del privato nel Cuore verde.
Parliamo di circa mille addetti, fra trasporto persone, scolastico e turismo. Nel complesso è il 10% di tutto il tpl umbro.
L’allarme arriva dal massimo esponente della categoria, Enrico Ceccarelli. È fondatore e membro della giunta nazionale dell’An.Bti (Associazione nazionale bus turistici italiani, www.busturistici.it), che federa alcune centinaia di imprese in tutta Italia, dal Nord al sud, è presidente Cam (Consorzio artigiano mobilità), che unisce tutti i consorzi dell’Umbria del tpl ed è all’interno delle scarl di Perugia, Spoleto e Terni. Non solo: è membro del consiglio di amministrazione di Acap Sulga. È anche titolare di una società del ramo a Umbertide da oltre 30 anni.
“Il settore - spiega Ceccarelli al Corriere dell’Umbria - è in ginocchio. Le imprese rischiano il tracollo e quindi come imprenditori del trasporto persone stiamo pensando a un blocco (ulteriore rispetto a quello in corso da parte dei mezzi di trasporto merci) per protestare contro questo rincaro di oltre il 40%, esclusivamente dovuto a fattori speculativi, che noi abbiamo subito e subiamo senza sconti o tagli. Gli interventi sulle accise non ci hanno toccato, così come non siamo stati inseriti nel decreto per il credito di imposta, unici nel panorama dei trasporti. Anche a livello Ue i bus turistici non godono del recupero dell’accisa insieme ai colleghi greci e portoghesi.”
“Oltre al blocco dimostrativo da qui alle prossime settimane c’è il rischio del blocco reale delle nostre aziende: alcuni servizi come i tour turistici rischiano di diventare diseconomici. E i servizi potrebbero saltare”.
Non la maggior parte delle gite scolastiche, per cui i contratti sono stati sottoscritti prima della guerra in Iran, ma le uscite didattiche ‘fuori sacco’, gli Erasmus e i tour turistici estivi potrebbero subire contraccolpi. I collegamenti turistici da e per l’Umbria via bus sono fondamentali per quel “mercato interno” su cui punta la stessa Regione, data la crisi internazionale e il trasporto aereo anche questo a repentaglio per la mancanza di scorte di carburante.
L’allarme sul caro gasolio rapportato al trasporto pubblico locale era stato lanciato anche dal sindacato. In particolare dalla Filt Cgil Umbria che ha sottolineato come gli aumenti si potrebbero ripercuotere pure sul trasporto pubblico locale, mettendo a rischio la tenuta del servizio. “Noi – ha fatto sapere il segretario regionale Ciro Zeno – già ci stiamo rapportando con tante imprese per capire dove poter risparmiare, senza andare a colpire i lavoratori, ma è ovvio che la problematica debba essere affrontata a livello regionale e, soprattutto, a livello nazionale e internazionale. Gli aumenti si sono mangiati lo sconto sulle accise deciso dal governo. Il nostro è un appello preventivo alle istituzioni prima che sia troppo tardi. Si sta sottovalutando il problema, ma si rischia una crisi gravissima”.
Siamo davanti a un circolo vizioso: il prezzo del petrolio scende, i prezzi dei carburanti al dettaglio crescono. “Incredibile. Nonostante i prezzi del petrolio siano scesi, non si registra alcun effetto Hormuz nei nostri distributori”, ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Una vergogna. Si tratta, quindi, dell’ennesima speculazione a danno degli automobilisti, che questo Governo, così come i precedenti, non è stato in grado di contrastare. Ci troviamo di fronte al ben noto problema della doppia velocità e alla conferma della teoria del razzo e della piuma (Rockets and Feathers): prezzi veloci a salire come un razzo e lenti a calare come una piuma. Urge una modifica della legge che aiuti a combattere chi fa la cresta e incassa extra profitti”.
In Umbria il prezzo medio del gasolio ieri era a quota 2,085 euro, in linea con la media nazionale.
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