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Attualità

Blitz della guardia di finanza contro il caro gasolio: prime sanzioni per chi sgarra

I militari, nell'ambito del piano d'azione volto al contrasto delle condotte speculative e delle sofisticazioni dei prodotti energetici, hanno già riscontrato irregolarità

Alessandro Antonini

17 Aprile 2026, 08:51

Guardia di Finanza

Operazione della Guardia di Finanza

Blitz della guardia di finanza contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti. Le fiamme gialle stanno intervenendo in tutta l’Umbria - è una disposizione nazionale - per verificare eventuali irregolarità rispetto alle riduzioni date dalla proroga del taglio delle accise fino al primo maggio. Proprio l’Umbria, secondo una stima dell’Unione consumatori, è risultata la regione con lo sconto più esiguo. I finanzieri, nell’ambito del piano d'azione volto al contrasto delle condotte speculative e delle sofisticazioni dei prodotti energetici, hanno già riscontrato irregolarità applicando le relative sanzioni.

Il Cuore verde è quindi la realtà territoriale in cui è calato di meno il prezzo del gasolio in vendita ai distributori dopo il crollo dei costi sul mercato internazionale. Una riduzione (dal 14 al 15 aprile) di appena 0,3 cent al litro. In un pieno di 50 litri solo 15 cent. Il prezzo medio al litro è di 2,127 euro.

I titolari delle pompe di benzina respingono tutte le accuse. I gestori degli impianti infatti restano l’ultimo anello della filiera e non beneficiano degli aumenti o delle mancate riduzioni come in questo caso. Il meccanismo era stato ben spiegato al Corriere dell’Umbria da Giulio Guglielmi, presidente di Figisc Umbria Confcommercio: “Il nostro margine resta fisso, parliamo di pochi centesimi al litro, indipendentemente dal prezzo finale”. “Quando i prezzi salgono non guadagniamo di più: anzi, calano i consumi e aumentano i costi di gestione”, ha spiegato il presidente. Un equivoco che molti utenti non colgono riguarda proprio la formazione dei prezzi. “I gestori non decidono il prezzo alla pompa: nella maggior parte dei casi viene stabilito dalle compagnie petrolifere e noi dobbiamo adeguarci subito”, ha concluso Guglielmi.

A livello regionale e nazionale sono state effettuate verifiche sia di natura economico-commerciale sulla trasparenza dei prezzi praticati, sia di natura tecnico-qualitativa sulla reale composizione dei carburanti. In alcuni casi avvalendosi del supporto del laboratorio chimico mobile dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. A Roma i militari operanti hanno prelevato campioni di gasolio che, a seguito delle analisi eseguite in tempo reale dal laboratorio mobile, sono risultati non conformi per anomalie del parametro del punto di infiammabilità (flash point), accertato al di sotto dei limiti di sicurezza previsti dalla legge. Ottenuti i risultati, i finanzieri hanno sequestrato oltre 10.000 litri di gasolio contenuti in due serbatoi non conformi agli standard di sicurezza e in un terzo serbatoio all'interno del quale è stata riscontrata la presenza di prodotto con un elevato contenuto di zolfo. Parallelamente, sono state contestate violazioni amministrative nei confronti di due gestori di impianti di distribuzione al dettaglio per l'inosservanza dell'obbligo di comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di ogni variazione del prezzo praticato, in violazione della Legge 99/2009.

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