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Caro gasolio, in Umbria la riduzione più bassa. Trasporti pronti al blocco

Dal 14 al 15 aprile taglio di appena 0,3 cent al litro. In un pieno di 50 litri solo 15 cent. Il prezzo medio è di 2,135 euro

16 Aprile 2026, 10:23

Costo del carburante in aumento, l'Umbria fa i conti con la fiammata: gasolio oltre 2 euro

Gasolio, riduzione minima

Cuore verde maglia nera. Nera petrolio. L’Umbria è la regione in cui è calato di meno il prezzo del gasolio ai distributori dopo il crollo dei costi sul mercato internazionale. Una riduzione (dal 14 al 15 aprile) di appena 0,3 cent al litro. In un pieno di 50 litri solo 15 cent. Il prezzo medio al litro è di 2,135 euro (al 15 aprile). Ma anche nel resto d’Italia la situazione è: “Il calo dei prezzi dei carburanti è insufficiente, considerata la riduzione delle quotazioni del petrolio”, fa sapere Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. La flessione maggiore per il gasolio si registra in Lombardia e in Emila Romagna con un risparmio di 65 cent per un pieno di 50 litri.

“In valore assoluto il gasolio più caro si vende in autostrada (2,176 euro al litro), poi a Bolzano (2,171) e in Friuli (2,160). Per la benzina vincono sempre le autostrade con 1,810 euro al litro, poi Bolzano (1,807) e il Molise (1,801)” conclude Dona. Qui l’Umbria è messa un po’ meglio con un prezzo di 1,769 euro al litro.

A rimetterci le tasche di tutti i cittadini ma in particolare il settore del trasporto merci su strada.

“L’intera categoria dell’autotrasporto nazionale è orientata verso il blocco dei servizi di trasporto su strada” è quanto emerso dalle riunioni svoltesi nel fine settimana in tutto il Paese, nell’ambito dell’iniziativa Unatras con assemblee convocate in cento piazze italiane. La prima assemblea dello Stivale convocata da Fai (Federazione autotrasportatori italiani) si è tenuta proprio a Perugia, a Ponte San Giovanni, lo scorso 28 marzo.

La richiesta era e resta univoca: imprese strutturate, di medie e piccole dimensioni chiedono all’unisono la sospensione dei servizi di trasporto.

In questo quadro di tensione crescente, Unatras evidenzia dunque come sia “desolante” la scarsa responsabilità da parte della committenza, che sfrutta la situazione di difficoltà per incrementare i profitti, e, al contempo, la superficialità del Governo, che non avrebbe attivato alcun tavolo di confronto.

Secondo il coordinamento delle associazioni nazionali dell’autotrasporto presieduto dal presidente Fai Paolo Uggè, tali condizioni di irresponsabilità e superficialità rischiano ora di ricadere sull’intero Paese.

Giusto domani il comitato esecutivo nazionale di Unatras sarà chiamato infatti a pronunciarsi sul fermo dei servizi, avviando le procedure previste per il blocco.

In crisi anche il trasporto aereo, con i piccoli scali che in alcuni casi hanno visto la soppressione di alcuni voli da parte delle compagnie di riferimento. Il San Francesco al momento non ha subito riduzioni anche se nei giorni scorsi aveva parlato di autonomia pari a tre settimane. Salvo poi intervenire con un comunicato ufficiale in cui viene respinta ogni possibile modifica all’attuale calendario. Ma di certo alla lunga se i costi non scenderanno le cose non possono che peggiorare.

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