Attualità
Stefania Proietti, presidente della giunta regionale
La sanità pubblica umbra non ce la fa. È satura. E ricorre al privato, per i servizi da erogare, con gli stessi tetti di spesa del passato. Rinnovando gli accordi già in essere. Nessuna stretta, nonostante gli annunci. Nulla cambia, se non l’indicazione delle priorità. Il campo è quello dell’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale.
“La direzione regionale Salute e welfare ha richiesto alle aziende sanitarie territoriali la rilevazione del fabbisogno definitivo tramite l’aggiornamento dei volumi prestazionali per la programmazione dell’esercizio 2026 e che, a riscontro di ciò, le medesime aziende hanno evidenziato la contestuale necessità di avvalersi della sanità privata accreditata per garantire la copertura dei servizi, data l’attuale saturazione della capacità ricettiva delle strutture pubbliche”, è scritto nell’ultima delibera approvata dalla giunta regionale di Stefania Proietti.
Si procede per due canali. Da un lato “il rinnovo degli accordi in essere con i soggetti già contrattualizzati alla data del 31 marzo 2026, previo avviso pubblico per l'acquisizione di manifestazioni di interesse volta a verificare la capacità e la volontà di garantire i volumi e le prestazioni in argomento nonché la permanenza dei requisiti e della capacità di garantire i volumi e le tipologie di prestazioni rientranti nel fabbisogno pregresso già contrattualizzato”.
Dall’altro, si andrà “all’attivazione di procedure ad evidenza pubblica volte a soddisfare i mutati fabbisogni aziendali, quali, tra l'altro, l’alta specialità ortopedica e l’abbattimento delle liste di attesa, superando il criterio della spesa pregressa per garantire il rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento”, è scritto nell’atto.
Vengono così approvati “i tetti massimi di spesa, per l'acquisto di prestazioni da privato accreditato per l'anno 2026, relative all'attività di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale erogata nei confronti dei cittadini, sia residenti che non residenti in Umbria, prendendo a riferimento il dato consuntivo di spesa dell’anno 2024”.
I tetti di spesa citati “rappresentano i tetti finanziari massimi attribuiti e non superabili e, pertanto, le prestazioni erogate in esubero ai tetti di spesa non saranno remunerate, salvo l’applicazione della tariffa regressiva”.
In particolare, alle strutture erogatrici, per tutte le prestazioni effettuate, “vengono applicate le tariffe piene secondo il tariffario vigente fino al raggiungimento dei volumi stabiliti e al netto dell’abbattimento derivante dai controlli effettuati. Oltre tale limite, verrà riconosciuto un incremento massimo di attività del 5%, remunerata con una tariffa abbattuta del 95%; superata questa seconda soglia non verrà pagato alcun corrispettivo”, è riportato testuale nella delibera.
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