Sabato 28 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Attualità

Flop dell'università degli studi di Perugia nel ranking mondiale: si muove la politica

Intervengono Perugia civica e Lega in Regione, auspicato un "cambio di politiche per restituire allo Studium il ruolo che merita nel panorama internazionale"

Alessandro Antonini

28 Marzo 2026, 00:20

Passaggio di consegne all'Università di Perugia. Il nuovo rettore Massimiliano Marianelli: "Il diritto allo studio è strumento di giustizia"

Il momento del passaggio della mazza rettorale

Il recente aggiornamento del ranking mondiale QS World University Rankings 2026 certifica “una realtà che non può più essere ignorata: l’università degli studi di Perugia continua a scivolare nelle gerarchie globali, attestandosi nella fascia 801-850. Guardiamo a questi risultati con senso di responsabilità e con la volontà di contribuire a un rilancio”: è quanto afferma il presidente di Perugia civica Marco Brusco.

“Il posizionamento attuale, insieme alla perdita di circa 250 posizioni nell’ultimo decennio, suggerisce la necessità da parte della nuova governance di un cambio di politiche per restituire allo Studium il ruolo che merita nel panorama internazionale e per ciò che rappresenta per la comunità di Perugia".

Perugia civica sottolinea il legame tra il calo di performance e alcune scelte passate: “A causa di un eccessivo coinvolgimento nelle dinamiche politiche locali, negli anni si sono perse alcune occasioni per consolidare la competitività dell’ateneo a livello territoriale e globale, perdendo di attrattività anche nei confronti dei giovani del centro-Italia che sempre più scelgono di iscriversi altrove. Oggi è fondamentale maturare questa consapevolezza e lavorare concretamente per ripensare priorità e strategie, valorizzando al massimo le potenzialità presenti”.

Il movimento civico individua alcune direttrici su cui investire con decisione: “Per rafforzare il percorso di crescita, riteniamo utile riportare al centro la missione fondamentale dell’università: promuovere ricerca di qualità, offrire una formazione sempre più qualificata e costruire un dialogo efficace con il mondo del lavoro. Un ambiente accademico sempre più aperto, inclusivo e orientato al merito può rappresentare la chiave per attrarre talenti e risorse, lontano dalle dinamiche di divisioni e bagarre politiche interne del passato”.

Anche alcuni indicatori, come quelli relativi alla reputazione presso il mondo del lavoro e alla sostenibilità, evidenziano margini di miglioramento significativi di cui i giovani dell'Umbria sarebbero i primi beneficiari. “Si tratta di ambiti nei quali è possibile investire con maggiore decisione, rafforzando il legame tra Università, imprese e territorio, e sviluppando politiche innovative e lungimiranti”.

“Perugia – conclude Brusco – ha tutte le carte in regola per tornare a competere a livelli più alti. Questo è il momento di fare squadra e lavorare insieme, con spirito costruttivo, per valorizzare l’ateneo e offrire ai giovani umbri opportunità sempre più solide e competitive”.

Si muove anche la Lega in Regione. “L’articolo del Corriere dell’Umbria sull’arretramento dell’università degli studi di Perugia nel panorama delle consorelle a livello mondiale rompe un tabù con il quale da tempo si descriveva viceversa una crescita costante quanto significativa”, evidenzia il consigliere regionale Enrico Melasecche.

“La notizia - continua l’esponente del Carroccio - non può far piacere a chi vuol bene all’Umbria, in qualsiasi parte del territorio regionale viva. Non c’è dubbio che la forte concorrenza delle università private che offrono un ventaglio di notevoli possibilità obbliga oggi quelle pubbliche a muoversi con maggiore determinazione e strategie che puntino sulla diversificazione e sulla qualità per evitare che molti umbri se ne vadano altrove ma anche per attrarre giovani da fuori regione. Piccolo ma importante contributo l’ho dato tre anni fa congegnando il noto abbonamento Pass Tpl Umbria Unipg per tutti gli universitari e per l’intero territorio regionale ad un costo simbolico di 60 euro, azzerabili con il bonus statale di pari importo a suo tempo previsto. Ma ben altro occorre per fare in modo che il blasone dei 700 anni dalla sua fondazione possa servire ancora ad attirare studenti e soprattutto non bastano i servizi, come gli studentati o le borse di studio, occorre rimanere al passo con i tempi e strutturare corsi di laurea nelle discipline oggi fortemente attrattive come quelle sull’AI, occorre anche, a differenza di quanto si è fin qui fatto, consentire a territori come il Ternano di svolgere un ruolo di partecipazione alla vita dell’ateneo con il tanto nominato dipartimento interdisciplinare che proposi otto anni fa ma che nella logica centralistica che ha prevalso non è mai stato realizzato.

“Intanto migliaia di universitari da Terni se ne vanno a Roma, a Bologna o a Milano e lo Studium perde energie vitali”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie