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Attualità

Morte dell'anarchica Sara Ardizzone: il ricordo di chi la conosceva

L'intervento di Pasquinelli, Di Marco, Teti e Sodacci: la 36enne deceduta col compagno mentre costruiva un ordigno

Redazione Web

24 Marzo 2026, 07:34

Protestò contro i green pass per i bambini e finì sotto processo: assolto

Moreno Pasquinelli del Fronte del dissenso

Riceviamo e pubblichiamo:

«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Giovanni 8,7)

Così Gesù disse ai farisei mentre stavano lapidando un’adultera. Non c’è Gesù, non c’è prete che abbia il coraggio di difendere l’anarchica Sara Ardizzone dalla ignobile lapidazione post mortem di cui è vittima. Che dipenda da un algoritmo o dal carattere stesso dei social, che amplificano la rissa faziosa tra opposte tribù di alienati, Sara è stata travolta da una valanga di ingiurie crudeli e volgari.

A questo rituale necrofilo non si sono sottratte nemmeno testate nazionali: “Due anarchici in meno”, abbiamo letto. Nessuna pietas verso chi ha perso la sua vita mentre, come sembra, stava confezionando una bomba in nome di un ideale.

Conoscemmo Sara tanti anni fa a Perugia, non aveva ancora vent’anni. Per un breve periodo collaborò con il Campo Antimperialista, partecipando ad una missione umanitaria in Libano, nel campo profughi palestinese di Ein el-Hilwe, poi in Nepal dopo la vittoria della rivoluzione maoista.

Ricordiamo la sua intelligenza, una mitezza che celava un’indignazione profonda verso ogni forma di ingiustizia. Un’indignazione che presto lasciò posto ad un vero e proprio furore sovversivo. Abbracciò l’anarchismo e quindi le nostre strade si separarono per sempre.

Dell’anarchismo abbracciò la sua versione intransigente, quella dell’assolutismo morale per cui la sola linea di condotta ammissibile è quella di rispondere colpo su colpo ai soprusi sociali e agli abusi dello Stato. È di questo corto circuito politico che Sara è caduta vittima, del mito dell’azione esemplare e redentrice.

Mentre ci sottraiamo alla disumana lapidazione, ci stringiamo intorno ai familiari di Sara e a tutti quelli che le hanno voluto bene.


Daniela Di Marco, Marcello Teti,
Enrico Sodacci, Moreno Pasquinelli

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