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Attualità

Liste d'attesa, altra mossa per abbatterle. E il piano sanitario diventa quinquennale

La Regione amplia le agende delle prenotazioni per smaltire le prestazioni sospese. Novità dal disegno di legge Omnibus

Alessandro Antonini

22 Marzo 2026, 22:44

ospedale

Le corsie dell'ospedale di Perugia

Il piano socio sanitario non più triennale ma quinquennale. Vecchia maniera. E un’altra mossa per abbattere il numero delle liste d’attesa: ampliamento delle agende di prenotazione nei mesi a venire per dare risposte certe ai pazienti. Da una parte la norma inserita nel disegno di legge Omnibus, approvato nei giorni scorsi dall’aula di Palazzo Cesaroni. Dall’altra la strategia messa in atto dalla direttrice regionale Salute, Daniela Donetti, per limare verso il basso visite ed esami sospesi.

Nelle prossime ore verrà diffuso il nuovo report che, stando alle anticipazioni, vedrà una cospicua diminuzione del carico. Non che sino ad oggi non si sia fatto nulla. Gli ultimi dati certi sono di cinque mesi fa. Dal rilevamento del 3 novembre 2025 – è emerso in consiglio regionale - le prestazioni inserite nei percorsi di tutela ammontano a 68.065, dato che include anche le prestazioni che non sono sottoposte a monitoraggio ministeriale dei tempi di attesa. Al 3 giugno 2025 le prestazioni inserite nei percorsi di tutela erano pari a 87.557 e questo segna un netto miglioramento nelle erogazioni dei servizi che, ricordiamo, sono effettuati dalla sanità pubblica in assenza della possibilità dell’utilizzo del fondo sanitario per acquisto di prestazioni da privati.

Le prestazioni complessive in lista di attesa per un appuntamento oltre i tempi utili previsti dalla classe di priorità contenuta nella prescrizione sono 32.837, incluse quelle non sottoposte a monitoraggio ministeriale, mentre le restanti sono in attesa di un appuntamento all’interno dei tempi utili previsti. Un dato molto significativo è rappresentato dal fatto che in questo numero non ci sono prestazioni con classe “U” (Urgente) da garantire in 3 giorni e sono presenti soltanto 242 prestazioni di classe “B” da garantire in 10 giorni, pari allo 0,74%, a testimonianza di una gestione tempestiva delle prestazioni appartenenti alle classi prioritarie e urgenti, intrapresa da questa amministrazione regionale.

Altro dato importante riguarda le prestazioni chirurgiche, la cui evasione è in linea con il piano di recupero con tempi anticipati e con molta attenzione al rispetto dei tempi di attesa dei tumori da operare entro 30 giorni, con dati migliorati rispetto al 2024. Adesso da quota 70 mila circa si è scesi.

Ma non basta. L’asticella L’obiettivo è arrivare sotto le 35 mila, dato considerato fisiologico. Decisivo il citato piano socio sanitario, che con una nuova formula dell’assistenza territoriale potenziata punta ad aumentare la “produttività” in termini di prestazioni - visite ed esami - erogate. Migliorando anche sul fronte dell’appropriatezza prescrittiva.

La possibilità di estendere il raggio delle prenotazioni nasce anche dal cambio di paradigma nel rapporto coi privati accreditati: ora è la Regione, ossia il pubblico, a indicare le priorità in termini di tipologia di prestazioni, con l’obiettivo di abbattere quelle con i maggiori ritardi che in automatico sono anche foriere di mobilità passiva.

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