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L'intervista

Perugia si muove, dentro il dossier della Capitale Europea dello sport 2028

Parla l'assessore comunale Pierluigi Vossi

Sabrina Busiri Vici

12 Febbraio 2026, 10:05

Perugia presenta la candidatura a  Capitale europea dello sport 2028:  l'Europa gioca con noi

Entro il 31 marzo, Perugia dovrà consegnare ad Aces Europe il dossier di candidatura come Capitale Europea dello Sport per il 2028. Seguiranno poi la visita della commissione e l’attesa per il verdetto finale alla candidatura, previsto entro il 15 ottobre 2026.
Il percorso è ambizioso, ma l’assessore comunale Pierluigi Vossi è determinato a portare a termine questa nuova sfida. Dopo l’annuncio ufficiale alla Bit di Milano, il progetto è ora condiviso con l’intera comunità cittadina. A contendere il titolo a Perugia, in questa fase, ci sono San Donà di Piave, Osimo, Brescia, Pisa e Gravina di Puglia.


- Assessore Vossi, su quali punti di forza può puntare Perugia per conquistare il titolo?
Puntiamo su una combinazione di fattori: i nostri spazi verdi, i grandi impianti e una progettualità innovativa capace di rivitalizzare i luoghi in disuso. Soprattutto, intendiamo lo sport come una politica pubblica trasversale. Non è un settore isolato, ma un elemento che dialoga costantemente con la salute, l’istruzione, il welfare, la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana.
- Alla Bit lei ha definito lo sport non come uno spettacolo per pochi, ma come un “diritto quotidiano”...
Esattamente. La missione di questa candidatura è prendersi cura, prima di tutto, dei bambini, degli anziani e delle persone fragili. Vediamo lo sport come un’infrastruttura sociale in grado di unire comunità, generazioni e culture diverse. In questo percorso confluirà tutto il lavoro che stiamo svolgendo attraverso convegni, incontri e collaborazioni costanti con le associazioni sportive del territorio.
- Quando parla di progetti di recupero per luoghi abbandonati, a cosa si riferisce nello specifico?
Penso alla progettualità nata per l’area verde dei Rimbocchi e a quella di Pretola, ma anche alla valorizzazione dei parchi cittadini e alla creazione di percorsi dedicati ai più piccoli.
- In sintesi, qual è il messaggio centrale su cui è costruito il dossier?
Il cuore della candidatura è racchiuso nel claim: Perugia si muove. L’Europa gioca con noi. Non è un semplice slogan, ma una visione precisa. Descrive una città dinamica, viva e partecipata, che guarda all'Europa per condividere un modello urbano in cui lo sport è politica pubblica e strumento di coesione.
- In passato Perugia non è stata fortunata con le candidature europee, dalla Capitale della Cultura a quella del Libro. Sarà la volta buona?
Non posso prevederlo, ma se non dovesse andare, resterà la consapevolezza di averci provato con serietà. La nostra volontà è mostrare quanto è stato fatto e quanto faremo per costruire un modello di città che metta la comunità al centro, muovendosi insieme attraverso lo sport.

I concorrenti

Il titolo di Capitale europea dello sport (European Capital of Sport) è riservato alle capitali e alle città con più di 500.000 abitanti, e viene assegnato ogni anno ad una sola città per l’intera Europa.
Per il 2028 le candidature dovranno essere presentate entro il 31 marzo. Per il 2027 il titolo è stato assegnato a Saragozza.
Per il 2028, oltre a Perugia, finora sono pervenute le seguenti candidature: San Donà di Piave (Ve); Osimo (An); Brescia (Bs); Pisa (Pi) e Gravina in Puglia (Ba). Per questo titolo Aces Europe accetta un massimo di otto candidature a fronte di quattro assegnazioni. Una città che ha ottenuto già il titolo non può candidarsi per 10 anni.
Dopo la consegna del dossier, Aces concorderà con il municipio le date della visita di valutazione della durata di tre giorni (due notti) che avrà luogo tra il 1 aprile e il 30 settembre 2026.

Le altre sfide di Perugia

Perugia ha una storia di candidature molto ambiziosa. Negli ultimi anni la città ha cercato più volte di ottenere prestigiosi riconoscimenti nazionali ed europei. Ecco i principali titoli per cui Perugia ha corso: Capitale Europea della Cultura 2019; Capitale Europea dei Giovani 2019 e Capitale Italiana del Libro 2026.
La prima è stata forse la candidatura più celebre e sentita. Perugia si era presentata insieme ad Assisi e al resto dell'Umbria. La città riuscì a entrare nella short list delle sei finaliste italiane, ma alla fine il titolo fu assegnato a Matera. Nello stesso periodo del dossier per la cultura, Perugia tentò anche la corsa per diventare il punto di riferimento europeo per le nuove generazioni. Anche in questo caso, la città arrivò tra le finaliste, ma il titolo venne assegnato alla città serba di Novi Sad. Infine la sfida a Capitale Italiana del Libro conclusasi pochi mesi fa. Perugia è arrivata in finale (tra le ultime 5 città), ma il titolo per il 2026 è stato assegnato a Pistoia

I precedenti in Umbria

La storia d’amore tra l’Umbria, lo sport e i riconoscimenti europei parte da lontano. Prima della candidatura di Perugia a Capitale europea per il 2028, infatti, altre città umbre si sono forgiate di titoli simili. A partire da Foligno, che nel 2018 è stata proclamata dall’Aces (Associazioni delle capitali europee dello sport) Città europea dello Sport per l’anno 2018.
Castiglione del Lago invece, nel 2022, è stato premiato dalla stessa Aces come Comune europeo dello sport, mentre assieme a Passignano sul Trasimeno e Corciano il borgo lacustre ha ricevuto per l’anno in corso il riconoscimento di Comunità europea dello sport. Un riconoscimento arrivato perhé questi tre comuni hanno saputo valorizzare il progetto attraverso la contaminazione dello sport con il turismo, la salute, l’integrazione e l’inclusione, veicolando attraverso il proprio tessuto sportivo quelle che sono le peculiarità del territorio e unendo le proprie forze al di là del colore partitico delle singole amministrazioni.

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