Attualità
Città di Castello, è emergenza case popolari
“A Città di Castello c'è una pressione abitativa che è arrivata a un punto critico e si confronta con una marcata scarsità di alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Queste le parole di Benedetta Calagreti, assessore alle politiche sociali, in risposta alle due interrogazioni sullo stato dell’edilizia residenziale pubblica presentate da Elda Rossi, Riccardo Leveque (FdI) e da Emanuela Arcaleni (Castello Cambia).
“Una situazione – ha dichiarato l’assessore – che alla luce dei 165 nuclei inseriti nell’ultima graduatoria per l’assegnazione di case popolari richiede urgenti investimenti finalizzati a incrementare la disponibilità di alloggi.
È ciò che abbiamo appena rappresentato con una lettera alla Regione e all’Ater dopo gli incontri avuti e alla luce della programmazione per il 2026 del ripristino e della conseguente messa in disponibilità da parte dell’azienda territoriale di due appartamenti di edilizia residenziale pubblica, a fronte dei 20 attualmente liberi che dovrebbero essere ristrutturati per divenire assegnabili.
Per anni l’amministrazione comunale non ha perso occasione di sottoporre questa emergenza ai soggetti competenti, ma purtroppo dalla giunta regionale e dalla presidenza Ater le risposte finora sono state assolutamente insufficienti.
Con la nuova giunta regionale e con il nuovo presidente di Ater è stata instaurata una buona collaborazione e qualcosa si è mosso, ma ancora non basta, per cui avremo a breve un nuovo incontro per verificare la possibilità di adottare misure straordinarie di pianificazione abitativa”.
In aula la consigliera Rossi aveva espresso la necessità di “garantire case a cittadini del nostro comune, alle categorie fragili, alle giovani coppie, agli anziani soli”, segnalando “anche alla luce di un fatto di cronaca recente, il rinvenimento da parte della polizia locale di sostanze stupefacenti in un alloggio di proprietà di Ater nel centro storico, che ha richiamato l’attenzione sullo stato di unità abitative lasciate all'incuria, all'abbandono, che diventano oggetto di attività illecite e creano problemi di decoro urbano e sicurezza”.
Oltre ai numeri che rappresentassero la situazione tifernate, con la sua interrogazione Arcaleni aveva invece chiesto conto delle “azioni concrete e dettagliate che sono state intraprese dal Comune in questi ultimi anni al fine di ottenere dall’Ater un numero congruo di appartamenti Ers da destinare ai richiedenti” e quali siano state “le richieste specifiche dell’amministrazione comunale in merito al piano di investimenti dell’azienda”.
La rappresentante della minoranza si era soffermata sugli sfratti determinati da un mercato che si sta orientando verso gli affitti brevi.
Una sollecitazione alla quale l’assessore Calagreti ha replicato: “Abbiamo fatto un incontro specifico in conferenza di Zona sociale 1 con la presenza anche di Caritas proprio per affrontare il problema dell'emergenza abitativa, che tocca tutti i comuni del comprensorio. Abbiamo invitato tutte le amministrazioni a una ricognizione nel proprio territorio e personalmente ho avuto anche confronto con le agenzie immobiliari, che hanno confermato i cambiamenti in atto nel mercato immobiliare e la circostanza che i privati tendono più a vendere che ad affittare”.
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