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L'INTERVISTA

Francia e Italia, il ritorno al pragmatismo. L'ambasciatrice Anne Marie Descôtes: "Lavoriamo insieme e per l'Europa"

Oggi in Umbria per una visita istituzionale: "Una nuova stagione nei rapporti bilaterali. I legami veri nascono dai territori, non solo dalla politica"

Sergio Casagrande

12 Maggio 2026, 13:12

Francia e Italia, il ritorno al pragmatismo. L'ambasciatrice Anne Marie Descôtes: "Lavoriamo insieme e per l'Europa"

Anne Marie Descôtes, ambasciatrice di Francia in Italia

Ad Anne Marie Descôtes, ambasciatrice di Francia in Italia dal febbraio scorso, abbiamo posto alcune domande in occasione del suo arrivo, oggi in Umbria, a Perugia, per una serie di incontri istituzionali, culturali ed economici.

- Ambasciatrice, Lei è arrivata in Italia in un momento storico in cui Roma e Parigi sembrano aver riscoperto una collaborazione più concreta e meno ideologica, dal G7 ai grandi dossier industriali ed energetici. Negli ultimi mesi, inoltre, anche il dialogo personale e politico tra la premier Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron appare più solido. Che stagione stanno vivendo oggi i rapporti tra Francia e Italia?

Nel contesto internazionale molto teso che conosciamo e nel contesto della presidenza francese del G7, ci sono contatti bilaterali ogni giorno e a tutti i livelli. I rispettivi team si conoscono bene e lavorano in stretta cooperazione.
I nostri capi di stato e di governo sono pragmatici: davanti alle sfide che fronteggiamo, condividiamo le stesse preoccupazioni e lavoriamo insieme per soluzioni che sono nel nostro interesse, per l’Italia, per la Francia e per l’Europa.

- Lei conosce profondamente l’Europa e ha guidato anche la diplomazia francese in Germania. Oggi molti osservatori sostengono che senza un asse stabile tra Parigi e Roma l’Europa rischi di perdere peso nel mondo. E’ una lettura che condivide?

Direi che nel contesto attuale, con la minaccia russa da una parte e un alleato americano imprevedibile, l’unità europea è sempre più fondamentale.
L’Italia e la Francia sono Paesi fondatori dell’Unione europea e hanno sempre difeso i valori e principi che sono alla base della costruzione europea.
È ovvio che un’Europa forte, sovrana e unita ha più peso nel mondo e lavoriamo insieme in merito.

- Dobbiamo aspettarci presto una nuova visita ufficiale del presidente Macron nel nostro Paese?

A breve termine, sarà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che si recherà in Francia a fine giugno per il vertice bilaterale deciso l’anno scorso durante la visita del presidente della Repubblica Emmanuel Macron a Roma.
Sarà un momento forte della nostra relazione bilaterale, con un accento particolare posto sui giovani.

- Quali saranno concretamente le sue priorità diplomatiche nei primi mesi da ambasciatrice a Roma?

Il mio mandato copre tutta l’Italia e penso che sia importante conoscere tutta l’Italia, le sue regioni dal Nord al Sud e la sua gente.
Quando visito le regioni, ho a cuore di incontrare le autorità, imprenditori, artisti, attori della società civile, giovani, per avere una fotografia più precisa dell’Italia e della sua diversità, per capirla ancora meglio.
Ovviamente, sono anche in contatto con le autorità italiane su tutti i temi di rilevanza europea ed internazionale in questo contesto internazionale incerto e teso.

- Oggi lei è in Umbria, terra di spiritualità, cultura, manifattura e dialogo internazionale. Quanto conta oggi, nei rapporti tra Francia e Italia, la diplomazia dei territori, delle imprese locali, del turismo e delle comunità culturali?

Sono molto lieta di essere qui in Umbria, una regione che conosco dal 1979, grazie ad amici italiani incontrati in Germania mentre studiavo, e che amo particolarmente. Ed una regione sempre più apprezzata dai francesi!
In Umbria, per esempio, 16 comuni sono gemellati con comuni francesi.
I francesi sono anche una parte importante dei turisti che visitano l’Umbria ogni anno, cioè circa il 20 per cento. Numerose imprese francesi sono anche presenti sul vostro territorio.
Una relazione bilaterale non si costruisce solo con i politici, si costruisce sulle relazioni personali della gente, dei giovani, degli studenti, degli artisti, degli imprenditori e ovviamente dei territori.
Questi legami che si creano e che si sviluppano sono centrali nei rapporti tra Italia e Francia.

- Il nostro giornale si rivolge anche ai lettori della Toscana diffusa delle province di Arezzo, Siena e Grosseto. Che rapporto vede tra Francia e Toscana? E in futuro sarà anche in qualche città toscana?

I legami sono anche qui molto forti.
Sarò in Toscana a fine maggio per il forum economico Toscana-Francia.
Sarà un momento di scambio molto concreto tra aziende e istituzioni. Sono convinta che le relazioni italo-francesi vanno approfondite a livello regionale. E questo tipo di evento ne è la testimonianza.

- La Francia viene spesso percepita dagli italiani con un misto di fascinazione, rispetto e talvolta competizione. Vale anche il contrario? E secondo Lei quanto contano ancora oggi stereotipi e rivalità storiche nel rapporto tra i nostri due Paesi?

L’Italia ha un’immagine molto positiva in Francia. E ai francesi, l’Italia piace tantissimo!
La cultura italiana, l’arte, la musica, il cinema, la gastronomia affascinano i francesi. Lo vediamo anche qui, con i turisti francesi sempre numerosi, che vengono alla scoperta dell’Italia.
Creare legami sempre più solidi tra italiani e francesi permette anche di lottare contro gli stereotipi. Per me, sono spesso più cose da prendere con il sorriso che cose che la gente crede veramente.

- Lei ha un profilo molto legato anche alla cultura, all’istruzione e alla diffusione della lingua francese nel mondo. In un’epoca dominata dagli algoritmi e dall’intelligenza artificiale, cultura, cinema, letteratura e università possono ancora essere strumenti di amicizia tra i popoli oppure rischiano di diventare soltanto ornamenti della diplomazia?

Ma certo che sono ancora strumenti di amicizia tra i popoli! Permette un dialogo, una condivisione, un’esperienza comune che contribuisce a creare e rafforzare i legami tra i popoli.
L’Umbria e la sua ricchezza culturale con Umbriajazz, Umbrialibri, Eurochocolate, il Festival dei Due Mondi a Spoleto, a cui partecipano tanti francesi è un esempio dell’eccellente cooperazione tra i nostri due Paesi.
I giovani sono in ogni caso un elemento centrale su cui dobbiamo puntare, perché sono il futuro della relazione bilaterale. 137 giovani seguono il percorso Esabac (un accordo tra i ministeri dell'Istruzione italiano e francese, permette di ottenere due diplomi con un unico esame alla fine dei 5 anni di scuola superiore - n.d.d.), che permette di conseguire sia l’esame di stato italiano sia il baccalauréat francese e, dunque, di accedere alle numerose opportunità che offrono i nostri due Paesi.
L’Umbria è in merito una regione particolarmente dinamica, con 7 doppi titoli italo-francesi con l’Università degli Studi di Perugia e 3 con l’Università per Stranieri (doppi titoli italo-francesi significa che gli studenti iscritti a specifici corsi di laurea possono ottenere due titoli di laurea riconosciuti legalmente sia in Italia che in Francia, svolgendo un unico percorso di studi - n.d.d.).

- L’Umbria è anche la terra di figure universali come San Francesco e Benedetto da Norcia, simboli di dialogo, pace e identità europea. In un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali, l’Europa ha ancora un’anima culturale e spirituale capace di unire i popoli oppure rischia di diventare soltanto un grande spazio economico?

Penso che in un mondo che si sta brutalizzando, se posso utilizzare questa espressione, la difesa dei valori europei, di libertà, di democrazia, di diritti, è sempre più fondamentale.
Al momento, l’Europa fronteggia attacchi sia da Est che da Ovest. Quello che ci unisce è proprio questa anima europea e la prevalenza del diritto.

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