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Perugia

Flashmob contro la chiusura dei locali in centro: la protesta dei musicisti perugini sulle note dei Clash

Dalle scalette del Duomo un grido per preservare la musica live

Claudia Boccucci

11 Maggio 2026, 20:06

Flashmob contro la chiusura dei locali in centro: la protesta dei musicisti perugini sulle note dei Clash

Dovrei rimanere o andarmene?”, il ritornello del celebre brano “Should I stay or should I go” dei Clash risuona dalle scalette del Duomo di Perugia, dove decine di musicisti di ogni genere si sono uniti, oggi pomeriggio, in un flashmob per reclamare la loro centralità all’interno del dibattito scaturito dalle sospensioni di attività di musica dal vivo dei locali del centro storico cittadino.

“Ai musicisti non pensa mai nessuno - dice Tommaso Riccardi, musicista fra i promotori dell’iniziativa. - L’annoso problema della musica in centro crea sempre un dibattito le cui parti in causa sono i politici, i residenti e gli esercenti, ma quasi mai si ricorda che la musica viene fatta dai musicisti, che hanno un ruolo centrale nella vita culturale e sociale delle città. In altri paesi del mondo le scene underground sono considerate una ricchezza artistica e culturale, qualcosa che vale la pena proteggere. E questo non soltanto perché la cultura e l'arte sono importanti per l'anima, ma perché hanno dimostrato di essere tasselli importanti per l'economia e il turismo di città”.

Una situazione che nell’ultimo periodo si è aggravata con regolamenti stringenti, lamentele dei residenti per il disturbo della quiete e la sospensione di attività musicali per evitare di incappare in multe o sequestri.

“Le chiusure – aggiunge l’artista Steven Paris - hanno inflitto il colpo di grazia ad un settore già in grave difficoltà, privando i musicisti del proprio reddito e dei propri luoghi di condivisione sociale, di scambio e di sperimentazione. Fa male, soprattutto perché la scena musicale perugina gode in questo momento di una ricchezza davvero straordinaria se rapportata alle piccole dimensioni della città. Ci sono eccellenze di ogni genere musicale. Artisti provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo che hanno scelto di fare base in questa città proprio in virtù della possibilità di vivere, sperimentare, associarsi, contaminarsi e creare. Tutto questo è oggi sotto minaccia e distruggere questo tessuto sarebbe per la città una perdita incolmabile”.

Armati di voce e chitarra, i musicisti hanno intonato uno dei brani più iconici della band britannica nella speranza di poter iniziare a scrivere un nuovo capitolo della musica live: “C’è bisogno di una presa di posizione chiara - dichiara il batterista Franco Pellicani – sia ad opera dell’attuale amministrazione, che al mondo della socialità notturna ha dedicato tanta attenzione in campagna elettorale e addirittura uno specifico assessorato competente dopo l’elezione, sia da parte dell’opinione pubblica, dei cittadini e delle cittadine che sono chiamati a scegliere una volta per sempre se vogliono vivere in un centro storico dormitorio o se intendono invece tutelare quella ricchezza culturale che negli anni ha reso Perugia una città unica nel suo genere ed estremamente viva. ‘Should I stay or should I go’ suggerisce anche che, vada come vada, la musica continuerà ad esistere, si sposterà altrove e si rigenererà come ha sempre fatto. È Perugia che rischia di perdere una delle battaglie più importanti della sua storia”.

 

 

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