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Essere mamme in Umbria, rapporto Save The Children: la regione perde tre punti e scende al settimo posto nel Mothers' Index 2026

Il Cuore verde primeggia nel settore della rappresentanza delle donne in politica a livello locale, ma peggiora nell’andamento demografico

Claudia Boccucci

10 Maggio 2026, 08:00

Essere mamme in Umbria: la regione perde tre punti e scende al settimo posto nel Mothers' Index 2026. I dati del rapporto di Save The Children

L’Umbria perde tre punti e si posiziona al settimo posto nel Mothers' Index 2026 (riferito all’anno 2025), elaborato in collaborazione con l’Istat, e inserito nell’undicesimo rapporto di Save The Children “Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026". Con un valore complessivo dell'indice pari a 103,517, il Cuore verde continua a mostrare una certa variabilità, passando dal sesto posto del 2022 al nono del 2023, per poi toccare il picco con il quarto posto nel 2024 e ora scendere al settimo con l’ultimo dato presentato. Anche quest’anno, il Mothers' Index 2026 ha confrontato le condizioni delle madri analizzando sette ambiti, quali: demografia, lavoro, rappresentanza, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza, basandosi su 14 indicatori.

I dati nel dettaglio

Prendendo in considerazione questi sette parametri, l’Umbria primeggia nel settore della rappresentanza, posizionandosi al primo posto nella classifica nazionale (145,586) e confermando così la più alta partecipazione attiva delle donne negli organi politici a livello locale. Meno soddisfacenti sono i punteggi ottenuti negli altri ambiti, il Cuore verde infatti guadagna l’ottavo posto in termini di salute (104,956), il nono per quanto riguarda la soddisfazione delle donne per il proprio lavoro e il tempo libero (113,260), il dodicesimo posto per presenza di centri antiviolenza e case rifugio (109,824) e il quattordicesimo nella sfera lavoro (83,952). Il quadro non migliora anche nella sfera dei servizi per l'infanzia e il tempo pieno a scuola (quindicesimo posto con 102,046) e nell’andamento demografico, quest’ultimo l’aspetto più critico, dove la regione passa dal sedicesimo posto del 2024 al diciottesimo (88,000). Per quanto riguarda l'offerta di nidi e servizi integrativi (in riferimento agli ultimi dati disponibili riconducili all’anno educativo 2023/2024), l'Umbria offre 20,3 posti ogni 100 bambini nel settore pubblico e 28,1 nel settore privato, superando ampiamente la media nazionale del 31,6% di presa in carico totale.

(Grafico contenuto nel rapporto “Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026")

Il quadro nazionale

Allargando lo sguardo all’Italia, si rileva un lieve peggioramento negli ultimi anni. Dal 102,635 del 2024 l’indice nazionale nel 2025 si è abbassato a 101,460. Le dimensioni della demografia, del lavoro e della salute sono le sfere che hanno maggiormente influenzato questo calo. A determinare l’aspetto peggiore e più critico è l’occupazione: nel 2025 l'Italia scende a 88,3 punti, con un calo di oltre nove punti rispetto al 2024, più di otto in confronto al 2023 e oltre 11 punti rispetto al 2022.

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