Attualità
A ottantadue anni dalla sua fucilazione, il nome di Venanzio Gabriotti continua a rappresentare un simbolo vivo di libertà, democrazia e impegno civile. Una partecipazione intensa e sentita ha accompagnato le celebrazioni organizzate a Città di Castello per ricordare l’eroe tifernate, testimoniando come il suo esempio attraversi ancora oggi le generazioni e resti patrimonio condiviso della comunità.

Particolarmente toccante la presenza dei familiari di Gabriotti, che con emozione e orgoglio hanno rinnovato il legame con una figura centrale della storia antifascista italiana. "Siamo qui per continuare la tradizione della nostra famiglia e commemorare Venanzio Gabriotti, eroe di guerra e medaglia d'oro al valore", ha dichiarato Giorgia Pellegrini, presente insieme al fratello Luca, alla madre Arianna Fondi e ai discendenti dell’eroe tifernate. "Il nostro desiderio è che il suo coraggio e il suo sacrificio siano d’esempio per costruire un mondo migliore".
Alle celebrazioni hanno preso parte il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, insieme ai membri della giunta, rappresentanti del consiglio comunale, la consigliera regionale Letizia Michelini, il presidente dell’istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti”, Alvaro Tacchini, e la presidente dell’Anpi cittadina, Anna Maria Pacciarini. Presenti anche le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e le associazioni combattentistiche.

La commemorazione si è svolta nei luoghi simbolo del sacrificio di Gabriotti: dalla Cappella dei Martiri della Libertà del cimitero monumentale fino al greto del torrente Scatorbia, dove nel 1944 avvenne l’esecuzione. Qui la deposizione delle corone d’alloro e le note della tromba della Filarmonica Puccini hanno accompagnato uno dei momenti più intensi della giornata.
"Sul greto della Scatorbia – ha ricordato Tacchini – ottantadue anni fa un plotone fascista uccideva un uomo colpevole soltanto di credere nella democrazia e nella libertà. Era il tentativo di cancellare gli ideali dell’antifascismo, ma grazie alla Resistenza quei valori sono sopravvissuti".
La cerimonia si è conclusa in piazza Gabriotti, dove i Vigili del Fuoco hanno deposto un’ultima corona d’alloro sulla torre civica. A rendere ancora più significativa la giornata sono stati i canti degli alunni delle scuole primarie del primo circolo didattico.
"Ogni anno la presenza dei bambini dà senso e futuro a queste ricorrenze", ha sottolineato il sindaco Secondi. "Ricordare il sacrificio di Venanzio Gabriotti e di quanti hanno dato la vita per la libertà è un dovere che attraverserà intere generazioni".
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