PERUGIA
Il progetto di un centro commerciale con la grande distribuzioni organizzata in via Settevalli all’ex Mercato ortofrutticolo è “congelato”. Per l’intervento - nato nella precedente consiliatura - si era vociferato di un interessamento da parte di Esselunga. Ma al momento tre ricorsi da parte di altrettanti operatori commerciali davanti al Tar hanno messo tra parentesi i lavori. Tanto che con i cantieri Brt, adiacenti, si procede ma quel che resta della struttura dedicata alla vendita al dettaglio di frutta e verdura è ancora lì, quasi intatto. La convenzione tra Comune e fondo proprietario è stata siglata ma al momento è sub judice. Una prima udienza per la decisione nel merito è fissata per martedì. Gli atti depositati al Tribunale amministrativo vertono in particolare sulla viabilità. Uno dei ricorsi è in capo al gruppo Unicomm. “La nostra preoccupazione - spiega Giancalo Paola, ad di Gmf srl e direttore commerciale del Gruppo Unicomm, che controlla il marchio Emi - non è quella che arrivi un concorrente, sono un convinto sostenitore della libera concorrenza, ci preoccupa il problema dei blocchi stradali che renderanno difficile per i nostri clienti che arrivano dalla città raggiungere Emisfero. Da sempre abbiamo manifestato questa criticità. Anche chi non è esperto di flussi stradali sa che la riduzione delle carreggiate per il passaggio del Brt amplificherà un problema già presente. Non si tratta di un provvedimento critico nei confronti dell’amministrazione, che peraltro ha ereditato questo progetto e ha dovuto procedere a livello amministrativo per proseguire i lavori del metrobus”.
Altro tema: è stato stabilito che non è necessaria la Valutazione di impatto strategico. Mentre in Umbria viene solitamente richiesta, non solo in città ma anche in aree rurali.
Per la demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo (730 metri quadrati su 1.500 di strutture in stato di abbandono) l’amministrazione nel marzo dello scorso anno si era mossa con una procedura accelerata, onde evitare di sforare sul cronoprogramma e perdere i soldi del Pnrr per il Brt.
Il Comune aveva preso atto e approvato la perizia di variante in corso d’opera e verbale sui nuovi prezzi “a causa della necessità di modifica determinata da circostanze impreviste e imprevedibili”. Le aree sono quelle adiacenti all’area dovrebbe sorgere poi Esselunga “su cui è stato assunto l’impegno alla cessione gratuita libera da vincoli, non consentono l’esecuzione dei lavori come da progetto esecutivo approvato, in quanto ancora presenti gli edifici da demolire a carico della società proprietaria”, era scritto nella determina dirigenziale pubblicata nell’albo pretorio. Il “procrastinarsi dell’avvio dei lavori di demolizione degli edifici presenti nelle aree individuate per la cessione gratuita compromette il corretto andamento dei lavori e mette a rischio il rispetto dei termini del finanziamento”. Ossia non permetteva “di fissare una data di fine lavori coerente con il cronoprogramma degli stessi ed entro il 30 giugno 2026, termine ultimo ed improrogabile per la conclusione dei lavori e rappresenta il target finale dell’intervento, pena la revoca del finanziamento”. Poi tutto si è sbloccato. Ad oggi i lavori Brt procedono. Tornando al centro commerciale, il Comune - attuale amministrazione - aveva approvato un ampliamento di una superficie potenziale commerciale di 427 metri quadrati rispetto a quanto il privato aveva già a disposizione in attuazione concertata per quel piano a cui comunque aveva diritto. La vendita del lotto risale invece alle precedenti consiliature.
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